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Verona, Italy
la nostra famiglia Stefania, Bruno e Giorgia Il nostro web foto album all'indirizzo: www.picasaweb.google.it/viaggidifamiglia

CROAZIA VIS 2004


Isola di VIS Croazia 2004


SABATO 7 AGOSTO 2004

Siamo partiti da Verona diretti ad Ancona con il treno delle 3,40.Alle 9,30 ci siamo imbarcati.La nave è piccola e i prezzi sono alti (un panino 3€).Siamo partiti con mezzora di ritardo alle 11,30 e da Spalato alle 22,00 alla volta di Vis.In nave abbiamo incontrato l’Eugenia che faceva ritorno dopo una settimana in barca e siamo arrivati a Vis alle 24,10.Per arrivare a Komiza abbiamo preso un taxi comulativo con 20,00€.

DOMENICA 8 AGOSTO

L’appartamento è molto bello, ristrutturato a nuovo con due camere, sala e angolo cottura e bagno. La sala da’ su un terrazzo dove c’è un camino grande. L’arredamento è completo di servizio cucina, lavastoviglie, lavatrice, stereo, tv, aria condizionata, e attrezzi elettrici per cucinare con microonde, biancheria da bagno e da camera, detersivi per tutti gli usi. Alla mattina siamo stati alla spiaggia del diving e nel pomeriggio Bruno ha effettuato un’immersione di 40 mt su una parete, la sera abbiamo fatto un giro in centro Paese.








LUNEDI’ 9 AGOSTO

Stamattina sveglia alle sei per andare a comprare il pesce. Si trovano molti pesci azzurri perché costano poco e la gente del luogo mangia solo quelli. Per i turisti ci sono branzini e orate…se si è fortunati. Alle 10 partenza per due immersioni all’isola di Bisevo. La prima alla grotta azzurra



la seconda, dopo due ore, alla grotta delle foche, mi sono immerso con una ragazza italiana che è qui di passaggio in barca con i genitori. Alla sera cena con pesce alla griglia e giretto in centro. Abbiamo prenotato per domani il giro dell’isola in barca al costo di 160 kn a testa.

MARTEDI’ 10 AGOSTO
Oggi giro in barca ell’isola, prima sosta alla spiaggia di Stiniva, proseguimento per la grotta verde e poi sosta di due ore a Stoncica. La baia è carina con spiaggia sabbiosa, abbiamo cercato di mangiare dopo aver aspettato per due ore patatine e insalata. Dopo pranzo siamo andati alla vecchia base dei sottomarini e poi alla baia d’Okljucha dove vivono dei pescatori e il mare è molto bello.

MERCOLEDI’ 11 AGOSTO
Questa mattina risveglio difficile a causa della nottata passata ad ascoltare la musica dei vicini. Alle 10 siamo partiti tutti con la barca del diving e siamo tornati a mezzogiorno. Nel pomeriggio siamo andati alla spiaggia di sinistra, molto carina e più appartata.

GIOVEDI’ 12 AGOSTO
Questa mattina Bruno è andato su un relitto con Gianfranco e nel pomeriggio un’altra immersione. Stasera ci siamo trovati in piazza con Gianfranco e sua moglie e una coppia d’amici. Ci siamo accordati per domani sera con una cena di pesce a casa nostra.

VENERDI’ 13 AGOSTO
Stamattina siamo andati alla spiaggetta e nel pomeriggio siamo saliti a piedi al monastero di San Nicola che era chiuso. Siamo scesi per un sentiero dove la Stefy ha scassato le ciabatte.
Alla sera cena a base di pesce e verdure. Gli ospiti sono stati piacevoli, la cena è riuscita bene, loro ripartono domani per un’altra isola.

SABATO 14 AGOSTO
Questa mattina immersione profonda 43 mt su una parete. Poiché il mare è mosso e non si può uscire dalla baia in barca, alle 16 abbiamo preso l’autobus per Vis. Abbiamo visitato il paese che è sviluppato su stradine in salita e si allunga su una baia molto aperta perciò ventilata. Non è carino come Komiza e le terme romane non sono così ben conservate. Abbiamo fatto il bagno in una spiaggetta, dove c’era un piccolo attracco per barchette, e ci siamo dilettati ad osservare l’ancoraggio delle “comiche” di marinai della domenica. Abbiamo cenato con una pizza enorme ed economica fatta con il forno a legna e alle 21 alla fermata del bus che, è arrivato puntuale, ma ripartiva alle 24 con l’arrivo del traghetto. Siamo stati obbligati a prendere un taxi collettivo.

DOMENICA 15 AGOSTO
Questa mattina ultima immersione al relitto Teti un po’ sfasciato ma con tanto pesce. Al pomeriggio siamo stati alla spiaggetta, ma il mare era ancora parecchio mosso.

LUNEDI’ 16 AGOSTO
Oggi giornata dedicata completamente alla vita di spiaggia. Nel pomeriggio Bruno ha pescato delle spugne ma non abbiamo idea di come trattarle e perciò penso che finiranno nella pattumiera. Stasera in paese a mangiare il gelato offerto da Giorgia.

MARTEDI’ 17 AGOSTO
Stamattina alle nove abbiamo ritirato i motorini: un Piaggio 50 nuovo di zecca e un Malagutti. Siamo andati subito nella punta più ad ovest dell’isola: un posto incredibile dove c’è una galleria che serviva come deposito armi, protetta da reti con massi…di cartapesta che dovrebbero servire a scoraggiare i curiosi. Siamo poi saliti sul monte dove si gode un panorama stupendo, poi alla grotta di Tito e infine alla spiaggia di Ruzac dove abbiamo scoperto di aver bucato il motorino di Stefy. Bruno ha aspettato il meccanico e insieme sono andati a Vis per riparare la gomma. E’ tornato dopo due ore, lo stesso tempo che ci abbiamo messo Giorgia ed io ad ordinare e consumare una patatina e un’insalitina!. Ci siamo spostati poi alla famosa spiaggia di Milna: sabbiosa e con un mare caldo e limpido che sembra una piscina. Poi a Vis attraverso i vigneti e a visitare la fortezza che domina la baia. E’ lasciata un po’ andare ma si gode comunque un bel panorama. Prima di rientrare siamo andati a Vis a mangiare il gelato e a comprare il pesce…scampi e pesce azzurro. Per il pagamento del noleggio dei motorini l’agenzia non ha accettato la carta di credito e abbiamo dovuto pagare in contanti (600 kn).Alla sera pesce alla brace…buono!


MERCOLEDI’ 18 AGOSTO
Oggi giornata di spiaggia anche se cominciamo ad annoiarci un po’ soprattutto di sole….Siamo cotti!

GIOVEDI’ 19 AGOSTO
Anche oggi giornata di spiaggia. Stamattina ho comprato in macelleria un cosciotto d’agnello e delle specialità locali simili a delle luganeghe. Tutto molto buono a parte il fatto che l’agnello era meglio cucinarlo al forno, per il camino vanno meglio le costolette.

VENERDI’ 20 AGOSTO
Stamattina abbiamo preso il bus per Vis e siamo andati in spiaggia ma c’era molto vento e alle 15 abbiamo preso quello di ritorno, non senza esserci fermati all’osteria per uno spuntino con vino e formaggio.

SABATO 21 AGOSTO
Stamattina alle sette Stefy è andata a prendere il pesce e poi in spiaggia per poco perché ormai siamo stufi di sole. Verso sera è arrivato un temporale fortissimo, il mare si è ingrossato notevolmente e il cielo è diventato di mille colori. E’ stato uno spettacolo affascinante, prima di cena è smesso e siamo riusciti a cucinare sul camino.



DOMENICA 22 AGOSTO
Stamani siamo stati sia alla spiaggetta sia alla spiaggia del diving ma entrambe erano coperte da alghe e schifezze che aveva portato a riva la mareggiata di ieri. Stasera serata dedicata ai bagagli e cena in pizzeria in piazza.



LUNEDI’ 23 AGOSTO
Stamattina sveglia alle 4.Il bus è partito puntuale alle 4,45 mentre il traghetto è arrivato con un’ora di ritardo. Non un negozio aperto, solo un bar di strafatti, in compenso ci siamo fatti un’alba meravigliosa. La nave Ancona è migliore dell’altra e per mangiare al self service si spendono 15 €. A Spalato abbiamo visto una nave scuola della marina militare portoghese molto bella. E da lì siamo ripartiti carichi. Siamo arrivati al porto d’Ancona alle 19,30 e dopo mille peripezie per scendere siamo riusciti a prendere il treno per Monaco delle 21…se lo perdevamo non ce n’erano altri fino alle 4.Siamo arrivati alla stazione di Verona alle 2.

CUBA 2000











CUBA 1999 – 2000


24/12/99 AEREO PARTENZA
VCE 13.30 PARIS 15.15
PARIS 16.40 HAV 20.55

07/01/00 RITORNO
HAV 23.05 PARIS 14.55 del 08/01/00
PARIS 15.30 VCE 17.10
Cambiati 1000$ = 2.000.000 £
Agenzia air france all’Havana:
Rue 23 n. 64 esq. A infanta vedado
fax 662634 prenotazioni tel. 662642 lun. ven. 8.30 – 16.30
Albergo all havana
Bellocaribe hotel
Calle 158 y avenue 31 playa havana tel. 7-336581



24/12/99
Nostro zio Giorgio ed il Roger ci hanno accompagnato a Venezia da dove siamo partiti. Il volo per Parigi è stato bello anche se c’era coperto e non si vedeva le Alpi. A Venezia ci hanno fatto il ceek-in per tutto il volo fino all’Avana però i posti sul volo Parigi – Havana erano tutti spaiati in ogni modo all’imbarco a Parigi con il mio solito inglese pessimo sono riuscito a fare in modo che ci sistemassero vicini.All’aereoporto di Parigi avevamo un’ora e mezza di tempo ed abbiamo appena fatto a tempo prendere il volo, ci hanno controllato i documenti ben tre volte ed anche i bagagli a mano, un’aereoporto enorme e male organizzato. IL volo per l’Havana è stato abbastanza veloce (11 ore) su un’aereo enorme (boing 747) però con i sedili stretti. All’Havana nessun problema in dogana per i nostri bagagli enormi (tra cibo, dolci, medicinali ed altre cose eravamo al carico massimo consentito). Il taxi fino all’hotel c’è costato 15 $ l’hotel ci costa 80 $ a camera ed è caro sia per la posizione in cui si trova (devi prendere un taxi per andare in centro) sia per il servizio e le camere.Monica ha telefonato in Italia costo 5 $ il minuto, una coca 1$, un monito 2$.

25/12/99
HAVANA-Consolasion 140Km autostrada 2 ore
Oggi Natale siamo arrivati da Giulio alle 11 con il macchinone nero ,bellissimo ma distrutto.Qui Giulio abita in una casa molto grande ma in condizioni igieniche discutibili e poi l'’mpianto dell'’acqua calda della doccia è tutto un programma!. Comunque si sta bene;ci ha dato una stanza con quattro letti e siamo sistemati comodamente. Per mangiare tutti portano qualcosa e siamo pieni di cibo,mangiamo carne di maiale,verdure cotte e frutta e anche pane. Giulio è sempre pieno di impegni e non è mai a casa, stanotte è tornato alle 23.00. La comunità cristiana ci ha accolti bene e continuano a venire in visita a chiedere e a parlare,però tutto in spagnolo e capirsi è un problema. Nel pomeriggio siamo andati a fare un giro per Consolasion : siamo delle mosche bianche in mezzo a un popolo di neri…tutti ci guardano siamo gli unici turisti. Siamo stati in un paio di negozi(ce ne sono 4 in tutto)dove si paga in dollari e non c’è niente.1 bottiglia d’acqua da 1,5litri costa 0,60$,il ruhm c’è da 3 a 10$.Alla sera siamo stati in chiesa a vedere lo spettacolo dei bimbi cubani:sembravano delle bamboline da come erano vestite.


26/12/99
Questa mattina Giulio è andato in chiesa e noi siamo rimasti a casa a pulire e ad aggiustare le sedie e la cassetta del bagno. Nel frattempo le bambine hanno fatto un mercatino fuori sul marciapiede per regalare i giochi. All’inizio non veniva nessuno perché erano timorosim ma poi ha iniziato uno e allora sono arrivati tutti. Nel pomeriggio siamo andati con Giulio a Pinar perché lui aveva la messa dell’apertura del Giubileo. Siamo andati per vedere se c’era la macchina da noleggiare ma non ne avevano neanche una. Abbiamo fatto un giretto in città. Anche qui ci hanno regalato il pane. Alla Cattedrale c’era molta gente e quando è finita la messa abbiamo salutato il Vescovo. Siamo tornati a vedere per la macchina ma ci hanno detto di tornare domani. Siamo arrivati a Consolasion dopo il camion(panico!). Abbiamo cenato con il minestrone in busta e Giulio ha mangiato uno dei suoi soliti miscugli. Le bambine sono andate a letto subito dopo la cena,noi abbiamo parlato un po’ con lo zio Giulio e poi siamo andati a letto. Fuori c’era la musica perché in piazza tutte le sere c’è la discoteca.

27/12/99
Consolasion-Maria La Gorda Km160 - 4 ore per strade abbastanza buone ma strette.

Questa mattina siamo andati con Damasito a Pinar a prendere la macchina. Ci hanno dato una Fiat Punto nuova con 800Km per 430$ per 7 giorni. Poi siamo tornati a Consolasion e siamo ripartiti per Maria La Gorda. Quando si arriva nei paesi è un casino:poche segnalazioni e traffico. C’è la miseria ovunque,anche se ci sono due baracche c’è sempre la scuola e i bimbi sono sempre ben curati. Per arrivare al mare abbiamo attraversato una foresta lunga una sessantina di Km; una strada molto bella, isolata e con pochissima gente. L’hotel è in un posto magnifico: spiaggia bianca,palme e il mare verde.Vuole 54$per una camera per tre,40$ per una camera per due,25$ per colazione e cena e i bambini la metà. La nostra camera non ha acqua calda quella di Monica si. Comunque si spende molto per quello che ti danno e il cibo è sempre quello:riso,carne di maiale,pollo….. La giornata stamattina non era bella c’erano molte nuvole,ma quando siamo arrivati al mare c’era il sole ed un bel vento. Abbiamo fatto il bagno e l’acqua è calda con pesci e coralli..

28/12/99
Questa mattina il tempo era splendido ma con un forte vento,comunque il sole scalda molto. La cena non è delle migliori;abbiamo telefonato a Giulio per dirgli che va tutto bene e la Monica ha telefonato a Giovanni e ha speso 24$. Nel pomeriggio c’era brutto tempo e Bruno aveva un’immersione prenotata per le 15.00, è arrivata una bufera con tanto di pioggia. Questa sera abbiamo visto il telegiornale locale: hanno parlato per un’ora di sole 6 notizie! La notizia del momento è quella del bimbo Elian che Cuba rivuole indietro e che gli USA rifiutano di far ritornare. Tutta una manovra politica e la gente di Cuba la sta vivendo intensamente come è nell’indole di questo popolo.

29/12/99
Maria La Gorda-Playa Ballien 50Km 2 ore

Siamo partiti alle 9,30 perché il tempo era brutto e abbiamo deciso di andare a Baya Ballien dove ci doveva essere un albergo sulla spiaggia.Quando siamo arrivati l’albergo era chiuso per restauro e abbiamo trovato posto in una abitazione privata per 45$ tutto compreso. Le proprietarie sono due sorelle una divorziata ed una vedova da appena sei mesi. La casa è all’interno di un villaggio di capanne di paglia è molto spartana ma la gente è molto cordiale.Abbiamo cenato con del pesce fritto. All’inizio non sapevamo se fidarci ma ci siamo convinti.Le donne hanno due bambine di 11 e 13 anni che ci hanno portato in giro a visitare una salina ed il bosco vicino al villaggio.Speriamo di dormire bene perché vicino c’è dell’acqua stagnante e perciò molte zanzare.Le ragazze si chiamano Beia,Marbel,Melissa.

30/12/99
Playa Ballien-Consolasion.

Questa mattina sveglia all’alba perché….casino di abbaiare! La Miky è andata in bagno due volte e si è lamentata del mal di pancia così abbiamo preso tutti i fermenti per precauzione. Ci siamo messi nel patio e alle 7 sono usciti tutti gli animali. Alle 8 è arrivata l'’ntonia a farci colazione,Giorgia ha mangiato due uova. Siamo andati in spiaggia,c'e’a il sole ma anche un vento freddo e siamo partiti per Pinar. Siamo andati a vedere un allevamento di coccodrilli e ci siamo insabbiati con la macchina e sono riusciti a tirarci fuori con una mula.I coccodrilli vivono in una riserva per conservarne la specie e dove si riproducono e quando sono vecchi(30-40 anni)vengono lasciati liberi nella laguna adiacente. Sono tenuti in laghetti in base all’età e quando abbiamo visitato quello dei piccoli ce ne hanno dato uno in mano. Durante il ritorno in un baracchino che faceva la pizza abbiamo conisciuto due tizi,uno bianco e uno nero,che ci hanno portato a vedere una coltivazione di tabacco di proprietà della Robaina. Abbiamo visto come si fa un sigaro,come viene pintato il tabacco e la differenza tra il tabacco interno di un sigaro e quello per la copertura. Poi ci hanno portato a comprare i sigarie per una scatola di 25 sigari hanno voluto 50$. A noi sembrava caro ma poi in una fabbrica di Pinar la stessa scatola costava 140$. A Pinar abbiamo comprato una bottiglia di rhum invecchiato a 10$ e dei toscanelli a 5$ al pacchetto poi siamo tornati da Giulio che è arrivato alle 17.00.Poi siamo andati a prendere il pane e come sempre è stata un’avventura.: Bruno ha trovato un Hermano …de ron e abbiamo trovato anche il pane!Poi si è svuotata la cisterna dell’acqua e Bruno ha fatto l’idraulico e infine…finalmente e letto!

31/12/99
Stamani dopo aver fatto fare i compiti alle bimbe siamo partiti per Boca San Diego con il prete.A parte la strada sbagliata(che ci ha fatto perdere tempo) siamo arrivatia questo paese del Far West semidisabitato.Viene abitato esclusivamente d’estate con i villeggianti che sono solo cubani.Abbiamo preso il sole sul pontile e non abbiamo fatto il bagno perché c’era un po’ di freddo e anche perché il mare era melmoso.Infatti in questo posto si incontrano il mare e il fiume Golpe e il fondo è melmoso. Stasera abbiamo cenato da soli perché il prete è andato a fare messa.Alle 22,30 è tornato e io e Bruno siamo stati a messa mentre le bimbe e la Monica dormivano. A mezzanotte abbiamo svegliato la Monica per fare il brindisi con Damasito e i seminaristi.
BUON ………2000!!!!

1/1/00
Consolasion-Playa Altura

Siamo partiti alle 8,45 per Cayo Levissa facendo la strada de la Palma.E’ una strada molto bella ma molto sconnessa e ci abbiamo messo 2 ore per arrivare a Palma Rubia dove ci si imbarca per Cayo Levissa ma oggi era una giornata “esclusiva” solo per pochi e non ci hanno imbarcato.Allora siamo andati a Playa Altura sempre sul mare del nord.Domani mattina telefoneremo per sapere se imbarcano.Playa Altura è molto bella e al largo c’è la barriera corallina.Facendo immersione abbiamo visto un’aragosta;c’erano anche delle persone che le vendevano ma di nascosto perché qui è vietato il commercio.Dei poliziotti ci hanno controllato i passaporti e ci hanno registrato.Tornando abbiamo pensato di fare un’altra strada passando per Bahia Honda e poi San Cristobal per poi prendere l’autostrada fino a Consolasion.La strada era in buone condizioni e anche se era più lunga ci abbiamo messo 1,30 ora. Questa sera Damasito ci ha fatto l’aragosta come la mangiano loro:in umido con il sugo rosso accompagnata dal riso.

2/1/00
Cayo Levissa. 60 Km 90minuti di auto

Abbiamo preso la barca alle 11,30 e in 30 minuti siamo arrivati sull’isola 15$ a persona e le bimbe non hanno pagato perché Bruno ha fatto d’interprete per dei canadesi che non parlavano spagnolo.L’isola dalla parte a sud è piena di mangrovie e non ci sono spiagge,mentre a nord c’è una spiaggia bianca di sabbia finissima lunga 3-4Km senza barriera corallina. Sull’isola c’è un albergo fatto di 20 bungalow molto caratteristico dove abbiamo mangiato l’aragosta fatta alla brace per 22$ a testa. Abbiamo conosciuto degli italiani:lui lavora per la Shantal a Pinar e ci ha dato degli indirizzi per L’Avana dove andare a mangiare e a dormire. Il ritorno in barca è stato ondoso per il forte vento che è iniziato nel pomeriggio.Al ritorno c’era buio e guidare in macchina era pericoloso per le bici senza fari.Comunque in 6 giorni abbiamo fatto 900 Km.Stasera sono venute a trovarci 3 ragazze che sono figlie della stessa madre ma che hanno tutte un padre diverso.

3/1/00
Stamani siamo andati a Vinales. Alla terrazza panoramica ci siamo accorti che il rullino fotografico di Cayo Levissa non si è agganciato e ci siamo un po’ ….incazzati! Siamo andati a vedere il murales che è una cavolata a parte le scale amate dalla Stefania e la cavalcata delle bimbe. L’ambiente è invece molto caratteristico con i mogotes che sono montagne di formazione carsica.Poi siamo stati a vedere le grotte dove si rifugiavano gli schiavi e abbiamo mangiato bene con la musica della Santeria.Abbiamo speso in sette 63$. Siamo poi andati alla grotta dell’Indios dove abbiamo fatto il giro nel fiume sotterrraneo con la barchetta. Nel ritorno ci siamo fermati a Puerto del Golpe a trovare le suore che ci hanno fatto vedere la coltivazione casalinga per la soppravivenza. Dopo cena siamo stati a Heradura dove c’era una festa nella chiesetta e abbiamo rimangiato e anche ballato.

4/1/00

Oggi giornata passata a Pinar. Siamo andati a comprare il rhum 8$. Damasito ci ha procurato dei sigari locali per 1 pesos l’uno e abbiamo comprato del caffè a 4$ per 500g. Nel pomeriggio Stefania e Monica hanno pulito il frigorifero di Giulio che era una cosa indecente.Poi è cominciato a piovere forte e Stefania con Giulio sono andati a dire messa in un paesino vicino.La sera siamo stati a cena a casa della famiglia che ha ospitato Giulio nel periodo dell’incidente.Ci hanno preparato una cena a base di maiale(quello loro),riso e fagioli neri.Stefania e Monica si sono fatte fare il manicure da Aimè.

5/1/00
Consolasion-L’Avana.

Siamo partiti alle 8.00 per L’Avana con Giulio e Gianito.Durante il tragitto ci siamo fermati da Don Gioachino a Los Palacios.Ha una bella casa e un giardino molto grande pieno di alberi da frutto.Poi ci siamo fermati alla periferia dell’Avana a trovare suor Emanuela.Vive dove c’è la miseria in una casa umile,era appena tornata da Haiti e ci ha riferito che là c’è molta miseria e violenza.Poi siamo andati all’hotel Vedado dove c’era la nostra prenotazione.Poi siamo andati a mangiare una pizza e ci siamo salutati.Giulio ci ha fatto unregalo da dividere(500$).Nel pomeriggio siamo stati a vedere un mercatino e alla sera siamo andati a cena in un ristorante italiano Prada dove ci hanno portato un’aragosta non ordinata(e se la sono riportata indietro) e abbiamo pagato 60$ in cinque.Questa notte la Giorgia dorme con la Monica e la Miky perché ci hanno dato due camere doppie e non c’è il terzo letto.All’hotel si spendono 70$ per notte con colazione.

6/1/00
Oggi giornata dedicata alla visita della città vecchia dove abbiamo visitato il museo storico e quello delle ceramiche. Siamo stati alla Boteghita del Medio dove c’erano solo turisti.Abbiamo visitato il mercatino dell’artigianato dove si spendono un sacco di soldi e la donne si sono fatte fare le treccine da una puttana che ci ha portato nella sua casa.Girando abbiamo scovato un mercatino della frutta e abbiamo comprato in pesos frutta e verdura.Siamo andati al Campidoglio che è una costruzione grande copiata dagli americani dove si ricevono i capi di stato e dove la Giorgia per poco non finiva sotto un autobus.Questa sera abbiamo cenato in un ristorante vicino all’albergo 24$ per cinque e poi a letto.La Giorgia ha dormito con noi.

7/1/00
L’Avana-Parigi

Stamattina siamo andati a fare le ultime compere al mercatino e sul malecon e siamo tornati con il rischò. Poi siamo stati un po’ in piscina a prendere quel poco sole che c’era.Alle 14 abbiamo dato le chiavi della camera e abbiamo messo i bagagli nello sgabuzzino(3$).Siamo andati amangiare nel posto di ieri sera e nel pomeriggio abbiamo visitato il Campidoglio e il teatro nazionale.Abbiamo visto la scuola di danza,per assistestere addd un balletto si spendono 10$.Alle 18,30 abbiamo chiamato il taxi che ci ha portato all’aereoporto.Siccome avevamo tempo siamo andati a mangiare al ristorante.Ci hanno fatto aspettare per più di un’ora una pastasciutta schifosa ed eravamo tutti incazzati,Allora sono andata dal cameriere a barruffarre e ho pagato solo i beveraggi.L’aereo dava un ritardo di 50minuti.Ci hanno fatto imbatcare a mezzanotte e ci hanno tenuti sull’aereo per due ore. Siamo partiti alle due di notte a causa di un bagaglio sospetto.I posti in aereo sono buoni e siamo riusciti a dormire.Visto di uscita 20$ per uno.
Siamo arrivati a Venezia alle 18,30 e c’erano Claudio e il cognato della Monica ad aspettarci.

MAROCCO 2002



MAROCCO 2002

VOLO

ANDATA:

Partenza 11/08/02 dom. Verona ore 13. 55 RAM n° 5163
Arrivo 11/08/02 dom. Marrakech ore 15. 40
Airbus boing 737 della Royal Air Maroc

RITORNO:

Partenza 25/08/02 dom. Marrakech ore 07. 45 RAM n° 5162
Arrivo 25/08/02 dom. Verona ore 13. 05
Airbus boing 737 della Royal Air Maroc

Tour operator italiano Francorosso

Autonoleggio in aeroporto a Marrakech:
ADA location de vehicules
Tipo d’auto noleggiate:
FIAT PALIO cinque porte

CAMBIO: 1€ = 10 DIRAM





11/08 MARRAKECH AIT-OURID KM. 50
Quando siamo arrivati in aeroporto alle 11,30 dopo essere andati a prelevare Giulio a casa, sono arrivati anche Roger e la Cri accompagnati da Luciano. Ci hanno consegnato i biglietti al banco della Francorosso; poi abbiamo fatto il ceek-in. Il volo ha un’ora di ritardo per cui si parte alle 15 e dovremmo arrivare alle 17 (ora locale).L’aereo è pieno e ci hanno assegnato dei posti non molto buoni però vicini. Siamo partiti alle 15,30 e siamo arrivati alle 16,30; ci sono due ore in meno di fuso orario rispetto l’Italia. Allo sbarco non ci sono state alcune formalità doganali, abbiamo cambiato gli euro in aeroporto dove c’è anche un bancomat dove si può prelevare con i circuiti di prelievo italiani. Poi siamo andati all’autonoleggio Ada che ci ha consegnato le auto, due fiat palio scassatissime, la mia ha 112.000 km. Ed anche una bell’ammaccatura sulla fiancata, che abbiamo subito mostrato al tipo dell’autonoleggio. Comunque sono assicurate su tutto, ci hanno stipulato un regolare contratto ed hanno voluto la patente di tutti coloro che la potranno guidare. Poi con alcune difficoltà siamo riusciti, dopo aver fatto benzina perché le macchine erano a secco, ad uscire da Marrakech. La benzina costa 9 dr al litro. Abbiamo imboccato la strada per Quarzazate, ci siamo fermati dopo 50 km all’hotel LE COQ HARDI, un bell’hotel con piscina e camere doppie a 90 dr a testa per dormire, 80 dr per la cena e 25 per la colazione. Una birra costa 15 dr, una bottiglia d’acqua 15 dr una coca-cola 7 dr.

12.08.02 LUNEDI’ AIT-OURID AIT-BENHADDOU KM 170
Ci siamo svegliati alle 7 io e Roger poi gli altri e dopo una buona colazione siamo partiti alle 9,30 verso Quarzazate.La strada segue un manto verde fino al paese di Taddert dove ci siamo fermati a fare compere di minerali, dal paese in poi la strada s’inerpica velocemente fino al passo di Tizi-n’tichka a mt.2260 la strada che porta al passo è molto spettacolare.
Superato il passo si apre un panorama davvero splendido: il paesaggio lunare dell’Anti Atlante e più oltre il deserto, che cancellano il ricordo dei campi verdi appena attraversati. Dopo circa 3 km dal passo abbiamo preso la strada che svolta a sinistra per la kasbah di TELOUET che dista 21km dalla strada principale. Un bel posto un po’ diroccato dove abbiamo visitato anche l’interno li abbiamo pranzato dove abbiamo speso 220 dr in tutto. Poi volevamo proseguire verso Ait Benhaddou per una pista che però con i nostri scassati
mezzi è impraticabile così siamo ritornati sulla strada principale e poi da li entrando nel deserto di pietra (Hammada) siamo arrivati ad Ait Benhaddou. Un posto magnifico una kasbah costruita su di una collina e perfettamente ristrutturata (è usato come set per film), alloggiamo all’hotel La Kasbah per 200 dr mezza pensione gli adulti 150 dr Giorgia, c’è anche la piscina. Prima di cena siamo andati a fare un giro dove abbiamo visto un camion che sembrava che stesse cadendo dalla collina invece era tutta una finzione perché stavano preparando il set di un film (American Girl). Nel mercatino attorno alla Kasbah abbiamo comperato le Babbucce a 80 dr il paio, ed al passo la sciarpa per 50 dr.


13/08 martedì Ait Benhaddou - gole del todra km. 300

Ci siamo svegliati alle sette poi colazione e visita alla kasbah, è molto bella e ben conservata, e stavano girando un film. Poi partenza verso le gole del Dades, appena dopo Quarzazate si apre il deserto sassoso (hammada) le strade divengono diritte come fusi e si può camminare a cento km. L’ora.
Il paesaggio ce ti si apre davanti è sconfinato, e spettacolare.
Per la strada abbiamo dato un passaggio ad un ragazzo che era rimasto in panne con la macchina, questi ci ha detto che è uno studente dell’università coranica e stava andando a fare visita a dei suoi parenti nel villaggio vicino, mentre lui abita in M’hamid un villaggio a sud di Zagora, è d’origini Berbere.
All’entrata di un villaggio un imprevisto: un gran-taxi che proveniva dalla parte opposta è sbandato e ce la siamo vista brutta, però è andato tutto bene. Poi ci siamo fermati nel villaggio di El-kelaa m’gouna dove il nostro ospite ha insistito perché prendessimo un te’ a casa dei suoi parenti, e poi come al solito ci hanno mostrato il loro negozio dove abbiamo acquistato dell’acqua di rose. In questo villaggio ho acquistato in una cooperativa
Dove li producono un pugnale per 200 dr. Dopo pochi chilometri siamo entrati nelle Gole
Del Dades; sono spettacolari fin dall’inizio con delle formazioni rocciose molto strane e con delle vedute mozzafiato su queste gole che in alcuni punti sono molto strette e profonde. Lì abbiamo mangiato in un ristorantino un omlette-berber (ormai tra tajine, uova e pollo ne abbiamo già le scatole piene) poi siamo ritornati sulla strada principale e siamo andati alle Gole del Todra che abbiamo percorso fino dove finisce l’asfalto e qui, incastonato nelle rocce, c’è l’hotel Les Roches dove alloggiamo per 170 dr a testa mezza pensione. Questo si trova nel punto più stretto delle gole tra pareti alte fino a 300 mt dove si può arrampicare su vie attrezzate a fix. Poi Roger, siccome l’hotel si trova sulla sponda opposta del torrente, ha voluto provare a guadare: si è impantanato e subito sono arrivati tutti i marocchini che si prodigavano a dare consigli su come fare. E’ stata una comica tutta da ridere!

14/08 mercoledì GOLE DEL TODRA- THINNERIT 20 KM
Oggi giornata di riposo dalla guida. Questa mattina appena svegliati siamo andati a fare un giro a piedi nel canyon fino alle petit gorges dove c’è un altro posto dove si può arrampicare, qui comunque sono per la maggiore vie di alta difficoltà, che però non è così bello come all’inizio.
Al ritorno abbiamo ripreso le auto e siamo scesi fino all’hotel le Soleil che ha la piscina, spendiamo 140 dr per mezza pensione. Poi io e Roger siamo scesi fino a Thinnerit dove ho aggiunto un kg d’olio alla macchina e dove abbiamo comperato da mangiare e da bere (birra che qui è difficile reperire) in un fornitissimo supermarket. Poi relax in piscina, però qui c’è un vento molto forte e fastidioso che fa letteralmente volare gli ombrelloni, e non ti fa sentire il calore del sole che è molto forte.
Nel pomeriggio siamo andati a piedi a fare un giro nell’oasi (palmerì) Un posto magnifico, però c’erano un sacco di ragazzini che immancabilmente ci volevano fare da guida. Qui è tutto un dedalo di canali tra orti di verdura d’ogni genere, e piante da frutto, dove ogni famiglia ha il suo pezzo di terra da coltivare.

15/08 giovedì THINNERIT- MERZOUGA 227 KM.

Siamo partiti presto per Erfrud, all’inizio una bella strada diritta nel deserto sassoso poi dopo pochi chilometri abbiamo intrapreso una deviazione a destra, più breve abbandonando la strada principale, questa è una strada formata da una striscia d’asfalto dove ci stà un solo veicolo e sui lati c’è una corsia di sterrato dove, quando s’incrocia altri veicoli si devono portare le ruote. I marocchini non si spostano mai, e quando lo fanno è sempre all’ultimo minuto. Qui s’inizia ad intravedere il deserto di sabbia, la strada ogni tanto è invasa dalla stessa, percui si deve essere molto prudenti. Ogni tanto da lontano s’intravede un’oasi e sempre a fianco si trova un villaggio, uno di questi ci ha colpito per le donne tutte coperte con un vestito nero, sembravano degli spettri. È un susseguirsi di paesaggi con una vista completamente piatta e sconfinata, intervallati dalle frequenti oasi. All’arrivo ad Erfrud abbiamo trovato subito la guida che ci portasse alle dune di Merzouga, che per arrivarci c’è da percorrere una pista di cinquanta chilometri nel deserto. Questi è di nome Hssaine e parla in italiano.
Dapprima ci ha accompagnato ad una cava di fossili e poi per una pista, nel deserto di sassi e sabbia non sempre evidente.

È stato semplicemente magnifico guidare sulla pista con le dune là in lontananza e nessun ostacolo davanti, dovevi solo puntarle ed andare verso di loro, ed alle spalle la nuvola di polvere densa e lunga.
Quando siamo arrivati a Merzouga siamo andati all’hotel Tombouctou dove abbiamo preso una camera per 120 dr in modo da poterci fare una doccia al ritorno. Appena arrivati è
Salito il vento e non si è visto più nulla e la sabbia penetrava ovunque anche all’interno dell’hotel. Hssaine, la nostra guida, vuole 150 dr per il giro in auto; ci ha organizzato un giro in cammello con pernottamento in una tenda berbera con cena per 300 dr a Testa. Nel pomeriggio siamo andati prima a visitare l’oasi e poi in un villaggio vicino dove vivono i turisti marocchini che vengono a fare i bagni di sabbia contro i reumatismi, indi in un negozio di tappeti dove un abile commerciante ci ha mostrato e raccontato la storia della manifattura dei tappeti e, dopo una lunga contrattazione, n’abbiamo comprato uno di seta per 140 € mentre il Roger e Giulio altri 3 per un totale di 500 €. Al ritorno in hotel ci aspettavano i cammelli, la bufera si era calmata un po’ e noi siamo partiti verso l’oasi. Ci sono volute 2 ore di cammello in un paesaggio da sogno e siamo arrivati con il buio ed il culo rotto. All’arrivo grande notizia: ci sono anche quelli di “ avventure nel mondo “.
Anche qui c’è molto vento che alza la sabbia, e ti riempie la bocca. Dopo aver mangiato, all’interno della tenda, la Kalia (un piatto tipico) nello stile marocchino, tutti nello stesso piatto, i cammellieri hanno iniziato a suonare i bonghi, e poco dopo è calato anche il vento. Una ragazza “culona” d’Avventure senza nessun pudore si è calata le braghe davanti a loro che ne sono rimasti sbigottiti, una scena che a noi è sembrata troppo comica. Poi a letto, dapprima ho provato a stendermi fuori all’aperto, dove c’era una magnifica stellata, ma c’era il vento che alzava la sabbia percui sono andato con la Stefi e Giorgia all’interno della tenda. Domattina sveglia all’alba per ammirarla.


16/08 venerdì MERZOUGA – QUARZAZATE 361 KM
via TAZZARINE - AGDAZ
questa mattina sveglia presto per ammirare l’alba. Siamo saliti verso la cima della duna, alta circa duecento metri, però ci siamo arresi circa a metà strada perché salire su di una salita di sabbia è peggio che un ghiaione, un passo avanti e due in dietro. L’alba è stata stupenda, e dopo essere scesi abbiamo bevuto un tè e siamo risaliti sul cammello che in due ore ci ha riportati all hotel dove c’era Hssaine ad attenderci, e dove ci siamo concessi una doccia ristoratrice, ed un’abbondante colazione. Poi di nuovo in viaggio verso Rissani, dapprima per pista, poi per strada asfaltata. Su questa abbiamo incontrato la polizia che ha chiesto “discretamente” il pizzo alla nostra guida. Da Merzoruga il confine Algerino dista solo venti chilometri, e l’ultima cittadina Touz non è altro che un alloggio di militari e non ci sono dune, ed in questo periodo di disaccordo tra i due paesi non è possibile arrivarci.
Dopo che abbiamo salutato e pagato Hssaine, abbiamo proseguito per Agadz nella valle del fiume Draa. Una bella strada ad una corsia d’asfalto, tutta diritta in mezzo al deserto, intervallata ogni tanto da oasi ed annesso villaggio. Per poi cambiare panorama, dopo aver attraversato le montagne, quando ci siamo immessi nella lussureggiante valle del Draa. All’arrivo ad Agdz, la strada per Foum Zugd non è percorribile con i nostri mezzi, percui è stato deciso di proseguire fino a Quarzazate da dove domani prenderemo la strada verso l’oceano. A Quarzazate alloggiamo all’hotel Zaira per 100 dr a persona con la colazione ed il bagno è in pessime condizioni. Poi siamo andati a visitare il mercato, e dopo a cena nel bellissimo ristorante da Dimitri dove abbiamo mangiato molto bene ed abbiamo speso in sei 850 dr.

17/08 sabato QUARZAZATE – AGADIR 428 KM.
Questa mattina dopo aver fatto colazione, siamo andati dapprima al supermercato, e poi in panificio dove abbiamo trovato delle ottime brioche, poi partenza verso Agadir. la strada attraversa le montagne e passa sotto l’alto Atlante, per poi abbassarsi in una pianura dove attraversa campi d’aranceti a perdita d’occhio. Abbiamo fatto una sosta nel paese di Taroudannt tutto circondato da mura e con l’architettura Berbera, qui l’influenza spagnola non è arrivata, e dove con l’aiuto di una guida di nome Mustafà, siamo andati a visitare il mercato Berbero e quello arabo che sono molto belli e variopinti, e la gente non ti pressa più di tanto. Poi via fino ad Agadir dove c’è un bel bordello, non siamo entrati in città, ma abbiamo preso la strada verso Essaouira e ci siamo fermati a circa venticinque chilometri a nord d’Agadir nel paese di Tamraght. Qui abbiamo cercato un’hotel in centro paese, mà è tutto pieno di turisti marocchesi, percui, con l’aiuto di un portiere di un’hotel molto gentile, abbiamo trovato una sistemazione all’hotel Imourange, un po’ fuori mano, ma tranquillo e pulito, e con un’enorme spiaggia davanti. Qui spendiamo 350 dr per una camera tripla. Poi la divisione un po’ discussa con Roger e Cristina. Loro domani vanno verso sud mentre noi e Giulio restiamo qui un paio di giorni, per poi salire verso Essaouira. Prima di andare a cena Giorgia ed io siamo andati a fare un primo bagno nell’oceano, che è bello fresco, e con delle belle onde. Poi a cena in un ristorante dove abbiamo mangiato un’ottimo tajin di pesce, spendendo 115 dr in quattro.

18/08 domenica TAMRAGHT
oggi sveglia con calma, e poi siccome è nuvoloso, dopo aver fatto colazione in paese con bomboloni fritti e tè alla menta, siamo andati alla ricerca di un relitto che si è arenato sulla scogliera. Dopo varie indicazioni, e vari andirivieni lungo la scogliera non l’abbiamo trovato, in compenso abbiamo visto delle bellissime spiaggette tra gli scogli, e con delle belle onde da surf, infatti, c’erano anche coloro che lo praticavano. Poi di ritorno in hotel dove, siccome è uscito il sole, siamo andati nella spiaggia lì di fronte, un posto un po’ affollato ma di turisti marocchesi, infatti, eravamo gli unici turisti europei, e non c’era nessuno che ti pressava per venderti alcunché. C’erano persino i bagnini che però come unico compito fischiavano ai bagnanti che si allontanavano troppo dalla riva, infatti, l’oceano è traditore, se superi dove si formano le onde ritornare a riva a nuoto diventa difficoltoso, perché queste ti risucchiano verso il largo. A cena siamo andati in un ristorante in riva all’oceano dove abbiamo mangiato dell’ottimo pesce alla brace, un po’ speziato, ed abbiamo speso 200 dr in quattro. Poi in hotel per la solita partita a miao, come in Perù. Abbiamo telefonato a Roger e Cristina che ci hanno informati che sono arrivati a Sid Ifni che è una bella cittadina di mare.

19/08 lunedì TAMRAGHT 158 km
Al mattino quando ci siamo svegliati sorpresa, ci sono spariti degli indumenti che avevamo dato da lavare all’hotel, e non si trovano, sicuramente qualcuno se li è fregati. Poi c’era nuvoloso come il solito, in ogni modo siamo andati ugualmente in spiaggia. Siamo andati in una spiaggia a nord verso Essaouira, una bella spiaggia molto lunga e larga, e dove non c’era nessuno. Mentre io mi sono impegnato a costruire un castello di sabbia, gli altri hanno fatto conoscenza con una ragazza marocchina che pensiamo sia la baby-sitter di una bimba che aveva assieme, questa viveva in una casa che si trova di fronte la spiaggia. Stefania e Giorgia sono andate a casa loro, ed hanno affermato che era una bellissima residenza, infatti, è una famiglia facoltosa di Agadir, che vengono a passare le ferie alla loro casa al mare. Poi siccome il tempo non migliora siamo andati a fare un giro ad Agadir, un posto proprio per turisti organizzati, tutto bello e pulito, e c’è di tutto, compresa la ressa ed i venditori di souvenir che ti pressano, e qui non si contratta nulla. Un po’ squallido come posto. Al ritorno in hotel Giorgia ed io siamo andati a fare un bagno in una spiaggia lì di fronte dove c’erano delle bellissime onde (praticavano il surf) alte fino a due metri. Questa sera a cena all’hotel Litoral dove ti servono la pizza e c’è la birra. Oggi abbiamo riservato, telefonicamente, l’hotel di Essaouria, abbiamo trovato posto all'hotel Mechouar duecentocinquanta diram per una camera doppia.

20/08 martedì TAMRAGHT- ESSAOURIA 161 KM
Siamo partiti alle 10,30 dopo aver fatto colazione e aver ritrovato gli indumenti che ci avevano trafugato, infatti al momento di pagare è bastato che Stefania desse loro dei ladri e sono saltati fuori. La strada per Essauria da prima segue la costa per poi andare verso l’interno e con continui sali scendi, curve e contro curve, attraversa dei campi di Argan (una pianta simile all’ulivo da cui si estrae l’olio per cucinare e per curare le scottature).La strada torna sull’oceano quando arriva alla città di Essauria , dove abbiamo lasciato le macchine in un parcheggio fuori della città perché questa è solamente area pedonale. Al parcheggio si spendono 20 dr il giorno ed è custodito. Siamo poi andati all’hotel prenotato via telefono ma il prezzo era cambiato e chiedevano 350 dr per una doppia. A questo punto abbiamo ripiegato sull’hotel Shahrazed che è sempre in centro e si spendono per una quadrupla 490 dr. La camera è situata su una terrazza che si affaccia su una delle piazze centrali dove si può vedere un bel panorama. Poi in giro per la Medina, dapprima al bancomat a prelevare e poi in un internet-caffè per scrivere a Verona. Qui a Essaouria c’è una bellissima spiaggia ampia e molta lunga ma c’è anche un forte vento e un po’ di freddo. Questa sera abbiamo cenato da Chez Sam un locale affermato e molto pittoresco, dove ci hanno servito un’aragosta e la polpa di granchio spendendo 800 dr in totale. Al ritorno in hotel ,poiché avevamo chiesto al proprietario di riservarci un hotel a Marrakech , abbiamo avuto la triste notizia che la città è affollata ed è difficile trovare una sistemazione.



21/08 mercoledì ESSAOURIA
Questa mattina, dopo la colazione, siamo stati a passeggiare sull’oceano con l’idea di fare un bagno ma c’era troppo vento, ideale per il windsurf ma non per la balneazione. Poi a fare compere al mercato dove abbiamo comprato: un cofanetto di tuja (una pianta simile al cedro) stupendo per 800 dr; dei vassoi e dei cofanetti di vari disegni per un totale di 190 dr. Dopo aver fatto un riposino, nel pomeriggio siamo stati al mercato, dove abbiamo assistito ad un’asta pubblica e abbiamo gironzolato per dei vicoletti molto ameni. Giorgia si è fatta tatuare un fiore sul braccio da una signora simpatica e molto brava nel disegnare. La sera abbiamo cenato ai baracchini all’aperto che si trovano al porto, mangiando 2 aragoste, 1 spigola,1 orata, gamberetti e calamari per un totale di 560 dr compresa una bottiglia di vino (portata di sottobanco e bevuta di nascosto perché è severamente vietato servire alcolici senza licenza…..e loro la licenza non l’avevano!!). Alle 20,30 ha telefonato il Roger dicendo che si trovavano ad Essaouria e che poiché erano molto stanchi dal viaggio non ci saremmo visti che il giorno dopo.

22/08 giovedì ESSAOURIA – MARRAKECH 180 KM.
Questa mattina sveglia alle sette e dopo a trovare Roger e Cristina che hanno alloggiato all’hotel des ìles appena fuori dal centro, che è una sistemazione di lusso, infatti hanno speso per una camera 750 dr. Dopo via verso Marrakech sempre per un’ottima strada, a tratti diritta come un fuso. Quando siamo arrivati nella periferia, già si notava l’aumentare del traffico, che è molto caotico ed intenso, comunque con la piantina che avevamo sulla guida della Loney Planet siamo riusciti a districarci dal traffico, e dopo aver trovato l’hotel Oyuda, che però c’è sembrato troppo caro (750 dr per una camera tripla) abbiamo ripiegato verso l’hotel Du Pasha, in cui avevamo una prenotazione eseguita da noi telefonicamente il giorno precedente da Essaouria. Qui si spende 450 dr per una tripla, e si trova, come l’altro, nel quartiere della ville nuvelle. Da qui in mezz’ora a piedi si arriva alla piazza Djemaa el-Fna, che è il centro della città. Dopo aver sistemato i bagagli con Giulio siamo andati a mangiare qui nei dintorni, e poi in centro. La piazza è un bordello con incantatori di serpenti giocolieri, acrobati e maghi che si esibiscono e chiedono diram; poi dentro al mercato con l’idea di fare un giro breve e di uscire subito e, invece come volevasi Dimostrare, ci siamo persi in un dedalo di vicoli e mercatini. Al contrario di ciò che c’era stato detto nessuno ci pressa nel voler vendere e dopo aver girovagato a caso per un po’ , ci siamo fermati a comperare del te verde per 40 dr al kg e siamo riusciti ad uscire dal souq. Ci siamo poi ritrovati con il Roger e Cristina e siamo andati a mangiare nei banchetti che sono regolarmente montati e attrezzati di fuochi per cucinare ogni sera. In questi posti si mangia bene e si spende poco, infatti abbiamo speso 80 dr in tre. Dopo cena abbiamo passeggiato per la piazza e, come era prevedibile, ci siamo persi di vista; a questo punto noi abbiamo preso un taxi al volo, anche perché qui si prendono solo così, e siamo tornati in hotel.

23/08 venerdì MARRAKECH
Questa mattina siamo partiti tutti e sei verso il centro con l’intenzione di visitare il mercato, però senza guida così, poco dopo, ci siamo persi. Abbiamo però incontrato una persona che ci ha accompagnato a visitare le concerie: un posto da inferno dantesco, con una puzza insopportabile. Dopo di che questo tizio non ci mollava più, continuava a portarci da un posto all’altro a visitare negozi di ogni genere, persino un negozio dove avevano dei tappeti molto simili a quelli che avevamo comprato noi a Merzoruga ,ma avevano un prezzo inferiore…chissà se erano originali?!. Poi, per accontentare Giorgia, noi tre siamo andati a mangiare al Mac-Donald e abbiamo voluto andarci a piedi accorgendosi che è veramente lunga! Nel tardo pomeriggio siamo tornati in centro con Giulio usando il bus che costa solo 3 dr ed è molto comodo. Poi, nonostante l’appuntamento, non siamo riusciti a trovarci con il Roger e abbiamo optato per la cena sui soliti banchetti prendendo una fregata di 200 dr in tre (veramente economici i banchetti!!).Per il ritorno in hotel abbiamo ripreso il bus (visto che sono comodi) solo che abbiamo sbagliato numero e ci siamo ritrovati completamente fuori strada così ce la siamo fatta tutta a piedi.

24/08 sabato MARRAKECH
Questa mattina ho saldato il conto dell’hotel con gli Eur. che loro non volevano perché precedentemente imbrogliati con dei falsi e abbiamo speso 1208 dr per tre notti. Infine ultima corsa al mercato per gli acquisti finali: le pantofole da nozze della Stefy per 100 dr, spezie ed henné per i tatoo, il piatto dipinto per mia madre e la teiera con i bicchierini per il te alla menta. Questa mattina ci hanno confermato il volo di rientro e dobbiamo essere in aeroporto alle 6,20 di mattina. Questa sera a cena tutti insieme in un ristorante in centro dove abbiamo speso 100 dr a testa e si è mangiato molto bene; poi ci siamo congedati dagli altri e siamo tornati all’hotel con il bus…questa volta con quello giusto.

25/08 domenica MARRAKECH – VERONA
Questa mattina ci siamo svegliati alle 5,30 per andare in aeroporto con il taxi che avevamo prenotato il giorno prima e con il quale c’eravamo accordati per 80 dr. In breve tempo abbiamo fatto il ceek-in dal momento che i controlli doganali sono stati superficiali. Siamo decollati alle 9 con un’ora di ritardo e siamo arrivati a Verona alle 14 ora italiana.

THAILANDIA 2006














THAILANDIA 2005 – 2006




Sabato 24 –12 – 05
Siamo di nuovo in viaggio, dopo due anni si torna in Thailandia.
Ci siamo svegliati alle cinque, partiamo da Verona, ci ha accompagnato all’aeroporto Monica, il primo volo per Roma è alle sette, ed è in perfetto orario, dopo aver scongelato le ali partenza. Arrivati a Roma hanno aperto il ceek-in alle 10.30 abbiamo fatto le carte d’imbarco per i voli successivi fino a Bangkok.
L’aereo per Kuwait city è partito con mezz’ora di ritardo, ma siamo arrivati in perfetto orario alle 20.30 ora locale (+ 2 ore). Parlando con uno steward ho saputo che in Kuwait non c’è un gran che da vedere ed il mare non è così bello, c’è solo petrolio, e la vita è molto cara, per loro un biglietto come il nostro dall’Italia alla Thailandia gli costa 2500 euro.
All’arrivo il tempo è pessimo piove e non c’è molto caldo, l’atterraggio è stato un po’ turbolento ma al momento di poggiare le ruote si è stabilizzato. All’aeroporto di Kuwait ci sono le salette per fumatori, un locale a vetri di due metri per tre, con le pareti a vetri e ti senti in gabbia, ghettizzato e messo in mostra, come in uno zoo. Ci sono parecchi italiani sul nostro volo per Bangkok, e vanno tutti a Puket, e la maggioranza sono uomini!!
All’imbarco per il volo per Bangkok ho avuto dieci minuti di terrore: al controllo di sicurezza per entrare nel gate, mi hanno individuato la bilancia, così me l’hanno ritirata ed assieme ad essa anche il passaporto, ed un militare della sicurezza ha pensato bene di andarsene con essi, dopo cinque minuti hanno iniziato l’imbarco ed il personaggio non era ancora tornato, così ho chiesto informazioni e mi hanno detto di stare tranquillo. Dopo altri cinque minuti è tornato con il passaporto fotocopiato e la bilancia, ha preteso una firma e si è tenuto il malloppo il bastardo.
Il volo è partito con la solita mezz’ora di ritardo alle 00,20 e i posti assegnatici sono centrali ed il volo è pieno.

Domenica 25 – 12 – 05 NATALE
Buon Natale Thailandia.
Siamo arrivati in perfetto orario (10,45) e siamo abbastanza cotti dai voli, anche se nell’ultimo volo, il più lungo sette ore, siamo riusciti a dormire.
Al controllo d’immigrazione ti scattano la foto digitale del mezzo busto, e le pratiche sono un pò più lunghe. Poi cambio un euro equivale a quarantotto bhat thailandesi (1€ = 48 TB) e dopo via alle partenze dei voli domestici. Il terminal dei voli domestici è abbastanza lontano e ci vogliono circa venti minuti a piedi, percorrendo un lungo tunnel di trecento metri.
Appena arrivati abbiamo fatto il ceek-in per il volo per Chang Mai che parte alle 13,00, poi al gate, dove ci sono anche qui le salette fumatori simili a quelle di Kuwait, e ci siamo stesi a sonnecchiare in attesa dell’imbarco.
Il volo è partito in perfetto orario, e voliamo con un boing 747 della Thai, nuovo di stecca. All’arrivo siamo andati in un’agenzia all’interno dell’aeroporto a cercare un’hotel, abbiamo fermato per due notti al Downtown inn che si trova dietro al mercato notturno, per 1500TB a camera con colazione per notte. Poi all’uscita non c’erano taxi, ci sono solo limousine che Volevano 500TB per portarti in centro, così abbiamo preso un tuk-tuk che con 100TB ci ha portati fino all’hotel.
L’hotel è carino con una camera abbastanza spaziosa, hanno la cassetta di sicurezza gratuita, e c’è internet al costo di un bhat al minuto.
Poi in giro per il night bazar, una via della città dove sono allestite delle bancarelle lungo il marciapiede nel tardo pomeriggio e rimangono fino a sera inoltrata, per poi liberare il tutto per la mattina seguente, e poi via di nuovo alla ricostruzione, il pomeriggio successivo, così tutti i giorni con il sole e con la pioggia: sempre. Qui si possono fare dei buoni affari basta avere la pazienza di contrattare, e visionare tutte le bancarelle. Poi in giro a cercare un’agenzia per organizzarci il treeking, ci siamo accordati alla Panda tour, vicino alla città vecchia, per un treeking sulle colline di due giorni, con pernottamento in un villaggio, ed un tour di una giornata al triangolo d’oro con visita di un villaggio dive ci sono le donne dal collo lungo, per un totale di 8600TB.
Poi a cena in un ristorante di cucina Thai dove abbiamo speso tutti e tre 450TB.



Lunedì 26 – 12 – 05
Stamattina piove, ma comunque fa caldo così decidiamo ugualmente di andare a fare un giro per la città.
Abbiamo iniziato le spese, al mercato, e per negozi, i prezzi sono molto convenienti soprattutto sull’abbigliamento. Di ritorno all’hotel chiedendo se la camera è disponibile per altri giorni, ci viene data risposta negativa così oggi dobbiamo cercarci un altro hotel per quando torniamo dal treeking. Nel primo pomeriggio riposino e dopo via alla ricerca di un‘hotel, troviamo posto al Top Nord hotel per 900TB a camera per giorno, poi proseguiamo con le compere fino a sera, dopo a cena in un ristorante tedesco (750TB) e successivamente in hotel a riposare, domattina si parte per il treeking.



Martedì 26 – 12 – 05
Stamattina sveglia con fatica per il fuso orario alle 8.30, colazione, controllo della posta in internet, dove Gianka ci scrive che ci tiene monitorati con il satellite, e Paola c’invidia il caldo.
L’hotel ci tiene i bagagli in deposito, e ci lascia la cassetta di sicurezza, veniamo a ritirarli quando torniamo domani.
Sono venuti a prenderci con un pik-up alle 9.30, e ci hanno portati in un monastero Buddista, dove ci hanno parcheggiato per mezz’ora, sono tornati con due coppie di ragazzi, una di francesi ed una di coreani.
Poi siamo partiti con il pik-up e con un’ora di viaggio siamo arrivati ad un mercato, dove la nostra guida Jon, un thailandese magrolino che fuma come un turco, ha acquistato da mangiare per il pranzo.
Poi con un’altra ora di una strada molto tortuosa e stretta, con continui saliscendi siamo arrivati ad un fiume, da dove torneremo domani, e dove la strada diviene sterrata ci siamo fermati, da qui si prosegue a piedi. Qui abbiamo pranzato con riso e verdure, e dopo varie sigarette della guida ci siamo incamminati. Dapprima per un sentiero poco ripido in boschi d’alberi di Tek giganteschi, e successivamente seguendo un torrente nel suo letto con continui guadi scivolosi, immersi in una vegetazione lussureggiante fatta di banani selvatici ed alberi giganteschi alti più di cinquanta metri e di un diametro di cinque. Lasciato il torrente, il sentiero sale ripido, e di terra battuta, non oso pensare se piovesse sarebbe un mare di fango, tra boschi d’enormi bamboo. Arrivati sulla sommità della collina avvistiamo la nostra meta un villaggio arroccato sulla cima di una collina, che raggiungiamo con un sentiero semi pianeggiante attraversando campi coltivati a granturco, fino a qui ci abbiamo impiegato circa tre ore, con varie soste dove venivamo assaliti da nugoli di zanzare, e siamo ad una quota approssimativa di circa 2100mt.
Il villaggio è composto da case costruite su di palafitte, per proteggersi dagli eventi atmosferici e dagli animali e sono fatte interamente di bamboo, pareti, pavimento e per la copertura hanno usato le foglie, hanno una terrazza dove è allestito un focolare poggiato su dei mattoni, ed un ambiente coperto dove si mangia in caso di pioggia, ed altri due ambienti uno adibito a cucina ed uno adibito a stanza da letto comune. Il villaggio è costruito su un pendio così le acque di scarico possano scorrere a valle, il tutto a cielo aperto, ed immerso in una piantagione d’aranci ed altri alberi da frutto. Ci arriva anche una strada che permette ad un mezzo fuoristrada di portare loro i rifornimenti, mentre gli abitanti si spostano in motorino. Questo villaggio è abitato da un’etnia birmana fuggita dal suo paese e lo stato thailandese ha permesso loro di insediarsi in questa regione, vivono principalmente d’agricoltura, e di turismo, infatti, la maggioranza delle case sono adibite a lodge per turisti, c’è persino la scuola che però è gestita da volontari e funziona saltuariamente.
Successivamente giro per il villaggio per scattare qualche foto e dopo ad ammirare il tramonto tra le colline, e in un attimo è buio, un buio pesto dove non si vede proprio nulla solo un cielo stellato che ti sembra di toccare con un dito.
Poi cena a base di riso, verdure, pollo, e l’immancabile piccante. Dopo cena sono venute a farci visita delle ragazzine del villaggio vestite con gli abiti tradizionali ed hanno cantato per noi, o per la mancia che si aspettavano? Poi con gran difficoltà per la lingua, si parla solo inglese abbiamo parlato con i nostri compagni di viaggio, la coppia di francesi sono degli studenti universitari, che stanno facendo uno stage di lavoro qua in thailandia e rimangono qui un anno, mentre i due coreani sono due studenti in vacanza. Questi ultimi hanno dato luogo dopo cena, ad un episodio alquanto bizzarro, lei si sentiva un po’ male allo stomaco così lui iniziò ad infilargli un ago sotto le unghie provocandole anche dolore, in questo modo gli è passato con lo stupore nostro e dei francesi che insistevamo per dargli un rimedio farmacologico.
Poi gran partita a “bestia thailandese” dove come pegno eri segnato in viso con la fuliggine, alla fine ero una maschera nera, ho perso spudoratamente.




Mercoledì 28 – 12 – 05
Stamattina sveglia alle otto, io e Giorgia non abbiamo dormito molto bene un po’ per la paura di prenderci le pulci ed un po’ per il letto troppo duro. Dopo colazione verso le nove, salutata la coppia di francesi che proseguono il treeking allungandolo di un giorno, noi con la nostra guida Jon e la coppia di coreani abbiamo iniziato la discesa. Siamo partiti subito di brutto con un sentiero molto ripido e scivoloso nella giungla, giù fino in fondo ad una valle con gli ultimi passaggi alquanto pericolosi, c’erano dei corrimani di sicurezza, fino ad arrivare ad una cascata che formava una pozza dove si poteva fare il bagno. Infatti, sia io sia la guida ed il ragazzo coreano n’abbiamo aproffittato per lavarci anche se l’acqua era alquanto freddina.
Poi sempre giù seguendo il torrente con esili e scivolosi ponticelli di tronchi e guadi alquanto insidiosi, fino ad arrivare ad alcune capanne dove abbiamo fatto una sosta. Dopo breve siamo arrivati alla strada e di lì a poco al campo degli elefanti. Qui giro in groppa ai pachidermi, una cosa da turisti, ci hanno portato su di un sentiero appena sopra la strada con una ripida salita e poi per la gioia della stefy anche una alquanto ripida discesa, con annessa signora a metà percorso che voleva soldi per una banana da dare agli elefanti il giro è durato circa mezz’ora ed è stato più che sufficiente. Poi subito ci hanno fatto indossare i giubbetti salvagente caschetto e via su di un gommone giù per il fiume. Uno spasso tra rapide non molto impegnative percui divertenti con la guida che continuava a gridare “GO GO “ per incitarci a pagaiare, poi fine del divertimento, abbiamo cambiato mezzo e siamo saliti su di una zattera di bamboo dove il fiume scorre placidamente e con il sedere in acqua dolcemente siamo arrivati dove ci aspettava Jon. Lì abbiamo pranzato a base del solito riso, carne, e verdure, e poi in circa un’ora e mezza siamo tornati a Chang Mai. Lì ci hanno accompagnato all’hotel dove abbiamo preso le nostre cose e con un tuk-tuk siamo andati al nuovo hotel.
Una bella camera spaziosa, ed alla televisione si riceve rai international.
Poi giro al mercato a cambiare lo zainetto che avevo acquistato, perché mi si è rotto durante il treeking, ed abbiamo approfittato per continuare con gli acquisti. Poi a cena in un bel ristorante (700TB) dove abbiamo mangiato degli ottimi spiedini di carne però conditi con le zanzare.
Poi in camera a gustarci un po’ di televisione italiana.

Giovedì 29 – 12 – 05
Stamattina sveglia con calma e poi via a piedi alla ricerca dell’ufficio della Thai per riconfermare i voli interni e farci sostituire il volo per Krabi.
Quando siamo arrivati sul posto non c’era così abbiamo chiesto lì in giro e ci hanno affermato che l’hanno spostato, è vicino all’aeroporto.
Siccome qui vicino c’è un tempio il più antico della città, n’abbiamo approfittato per visitarlo, è il Wat Chiang Mau, dove all’interno si trovano due antiche statue del Buddha e risale al 1291 dc.
Poi all’uscita abbiamo preso un taxi che ci ha portato all’ufficio della Thai, l’ abbiamo cambiato il volo per Krabi, prendiamo quello delle 12.30, ed abbiamo riconfermato gli altri voli.
Dopo ci siamo accordati con il tassista per 800TB per portarci al tempio di Doi Suthep , un gruppo di templi su di una collina (1676mt) sovrastato da un’enorme stupa.
Per raggiungerlo ci vogliono circa venti minuti di macchina per una strada grande ma molto tortuosa.
All’arrivo c’è un bel caos, è un luogo molto venerato, e siamo saliti in cima con l’ausilio di una funicolare.
Il posto è magnifico e risale al 1391dc ci sono molti templi dorati, con campane d’ogni dimensione ed anche i monaci che impartiscono benedizioni ai fedeli.
Da qui c’è anche una bella vista sulla città, a patto che la visibilità sia buona, e non è il nostro caso, c’è parecchia foschia.
Poi di ritorno giù con una lunga scalinata di trecento gradini, fino al parcheggio dove Ci sono una marea di bancarelle che vendono cibo e souvenir e dove ci attende il nostro tassista.
Di ritorno all’hotel parlando con il tassista ci ha informati sui costi scolastici qui in Thailandia, la scuola primaria costa circa 2500tb all’anno e l’università circa 10.000tb all’anno, mentre la benzina costa 26tb al litro.
Nel pomeriggio siamo tornati al mercato per proseguire con le compere, la borsa della Stefy, ed altre camicie, magliette ecc. quando fummo carichi abbiamo preso un tuk-tuk (50tb) che ci ha riportato in hotel a scaricare, poi in internet a comunicare con gli amici, e poi di ritorno al mercato con tuk-tuk dove contrattando ho acquistato l’argento.
A cena al solito ristorante tedesco (750tb) e poi di ritorno in hotel con tuk-tuk guidato da “sciumi thai”.
Domani sveglia presto per andare al triangolo d’oro.

Venerdì 30 – 12 – 05
Stamattina sveglia alle sei, poi alle sette e trenta è arrivato il pulmino che ci porterà in gita, assieme a noi ci sono due ragazze australiane.
Siamo partiti verso il nord dapprima per una strada molto grande a due corsie, per poi entrare nella giungla dove è iniziata la nebbia del mattino, un’ambiente tipico della foresta ti sembrava di essere in un film del Vietnam, attraversando radure abitate, valli strettissime, ed una vegetazione lussureggiante.
Siamo passati dalla cittadina di Chiang Dao e dopo circa due ore abbiamo fatto una sosta di cinque minuti in un distributore. Poi via e dopo un’altra ora di viaggio, passando per il villaggio di Fang ci siamo fermati in un villaggio della tribù dei Karen ricostruito ad oc per i turisti, dove c’erano le donne Akka vestite con abiti tradizionali, e le donne giraffa “Long Nec” che a dire il vero fanno un po’ impressione. Dopo un’altra mezz’ora di strada ci siamo fermati ad un soffione boracifero, dove c’era gran puzza di zolfo, e l’acqua era a circa 50°, infatti vendevano dei cestini d’uova di quaglia, con annesso bastoncino per cuocerli bolliti nelle pozze d’acqua bollente.
Poi dopo un’altra mezz’ora di viaggio siamo arrivati a Mae Sai una cittadina di confine con il Myanmar, dove si trova un’enorme mercato dove vendono di tutto soprattutto pietre preziose.
Qui abbiamo pranzato in un ristorante thai, e dopo l’immancabile visita in una fabbrica per la lavorazione delle pietre preziose, con annesso negozio, dove erano esposti dei pezzi molto belli a prezzi convenienti anche se alti per le nostre tasche.
Poi via vero il triangolo d’oro, attraversando campagna dove è evidente la presenza dell’esercito e dove le persone hanno i lineamenti tipici dei birmani e dei laotiani, all’arrivo siamo nel punto dove il fiume Mekong unisce le tre frontiere del Myanmar, Laos e Thailandia formando un triangolo geografico, invece il triangolo d’oro è molto più esteso come territorio e fino a cinque anni era una zona controllata dai trafficanti d’oppio, c’erano piantagioni dappertutto, e nessun controllo da parte d’alcun governo. Dopo i tre stati hanno deciso assieme di bonificare la zona, anche se i rapporti con il Myanmar sono rimasti molto tesi, infatti, la regione non è sempre aperta ai visitatori.
In ogni modo è un posto magico soprattutto il fiume, un grande fiume largo quasi un chilometro e navigabile, arteria principale per il commercio tra molti paesi del sud est asiatico e la Cina. Sull’argine thailandese c’è un Buddha enorme alto più di venti metri che stà a protezione del fiume e che è molto Venerato. Poi giro in long-trail boat sul fiume, uno spasso, quando siamo saliti il pilota si è messo il casco e via era com’essere su di una barca da corsa andava a manetta, sosta su di un’isola del fiume in Laos, con tassa d’ingresso di 10tb dove c’era un mercato per turisti, e persino un’orso a catena per scattare la foto.
Poi di ritorno in “thailandia” e dopo aver toccato la pancia della statua enorme dell’elefante, che porta fortuna, via verso un altro tempio lungo il fiume.
Un tempio molto vecchio un po’ in rovina, dove ci sono delle foto di una specie di pescegatto onnivoro, che vive nel fiume e che raggiunge la lunghezza di quindici metri, sembra un drago, ed è molto ricercato per la sua carne molto saporita.
Poi via di ritorno a Chang Mai quattro ore di strada con un’unica sosta in un negozio dove vendevano anacardi di tutti i tipi, dolci e salati, n’abbiamo preso qualche confezione.
Di ritorno siamo andati a mangiare al ristorante all’angolo vicino all’hotel (250tb) e poi al letto perché è stata una lunga ed intensa giornata.

Sabato 31 – 12 – 05 fine anno
Stamattina sveglia con calma e poi relax nella piscina dell’hotel, poi nel pomeriggio visita alla città vecchia, prima al Wat Prasing che risale al 1345dc e che all’interno c’è una statua del Buddha che proviene dal Sirilanka, e successivamente al complesso di templi Wat Chedi Luang dove c’è un grande stupa che risale al 1400dc, e che porta i segni della guerra tra Thailandia e Birmania del 1770, e qui era custodito il Buddha di smeraldo che ora si trova a Bangkok all’interno del palazzo reale.
Di ritorno nuovo giro al mercato per le ultime spese, compresa una valigia, perché domani si parte per il mare.
Dopo un riposino in camera verso le otto siamo andati a cena in un ristorante scelto da Giorgia, dove abbiamo mangiato pesce molto bene, era tutto agghindato a festa e c’era la musica dal vivo, per fortuna soft, abbiamo speso 1800tb poi a piedi alla festa di piazza, un caos incredibile.
Dal ristorante si vedeva salire in cielo delle luci e siccome salivano lente non riuscivamo a spigarci cosa fossero, quando siamo arrivati abbiamo capito, lanciano delle lanterne, fatte di carta velina, abbastanza grandi, con attaccato sotto un bolo di stoffa e cera a cui si dà fuoco e funziona come un pallone aerostatico. Anche noi abbiamo lanciato la nostra, in mezzo ad altre centinaia.
La festa è simile alle nostre con un palco dove c’è la cantante di grido del momento, una pena, gli stands gastronomici e tutti seduti per terra a mangiare.
Verso le undici la calca si faceva sempre più pressante, così ci siamo Trovati un posticino un po’ defilato dove poter ammirare lo spettacolo pirotecnico.
A mezzanotte hanno esploso i fuochi, che sono stati meravigliosi, e poi con difficoltà abbiamo raggiunto l’hotel, dove abbiamo mandato gli auguri di buon anno a tutti via sms, siamo andati a letto all’una, domani si vola verso il mare.

Domenica 01 – 01 – 06 nuovo anno
Una notte burrascosa, hanno iniziato alle cinque a far squillare il telefono che cercavano la stanza 215, questo per ben due volte e poi alle sei, siccome Stefania si è dimenticata il telefono acceso, sono arrivati gli sms di auguri da Verona.
Poi alle sette sveglia, colazione e bagagli, un saccone e una valigia, e alle 8,15 siamo già in aeroporto.
Ceek-in molto veloce, ci sono molti controlli di sicurezza, e poi volo in orario per Bangkok, dove siamo arrivati alle 11,20. Poi ci siamo un po’ persi per trovare il gate del volo successivo, si deve passare per una porticina poco indicata abbiamo atteso solo mezz’ora, e poi via alle 12,30 verso Krabi.
Siamo arrivati in perfetto orario alle 13,45 e appena sceso dall’aereo ho ricevuto la telefonata da mia madre per gli auguri di buon anno, a Verona c’è la neve e qui 32 gradi, nell’atterraggio secondo mè è arrivato un po’ lungo, perché ha usato tutta la pista ed alla fine ha tirato una grande frenata.
Nell’aeroporto ci siamo fermati una camera per quattro notti all’hotel Srisuksant Resort a Noppharatthara beach, per il costo di 2500tb per notte perché ci ha detto che gli hotel di Ao Nang sono tutti pieni.
Poi a prendere un taxi che vuole 600tb, sono quaranta chilometri fino ad Ao Nang e ci vuole circa trenta minuti.
All’arrivo un caos per strada incredibile, e in hotel la sorpresa, la camera anche se nuova e carina è appena sufficiente per due persone, così dopo varie spiegazioni alla reception e varie telefonate all’agenzia ci siamo accordati per trascorrere una notte qui e le successive al Ao Nang Buri Resort che si trova qui a fianco e che ci ha assicurato avere camere più grandi e dove spendiamo 3300tb per notte.
Poi dopo aver fatto un giro in spiaggia, che non è così bella per fare il bagno anche perché c’è una bassa marea di circa 300mt, abbiamo optato per fare un bagno in piscina. Poi dopo aver riposato siamo andati ad Ao Nang, che dista dieci minuti a piedi da qui.
è un lungomare molto affollato pieno di negozi, agenzie di viaggi, centri massaggi, ristoranti ed hotel, si sviluppa anche su di una strada verso l’interno, e non ci sono “signorine”.
Abbiamo guardato un po’ di prezzi per le varie escursioni alle isole, e immersioni e sono un pò care, ci siamo fermati anche in un’hotel al Ao Nang Princess a chiedere se avevano camere libere e a che prezzo, per una family room vogliono 4800tb a notte.
Poi a cena in un ristorante thai (600tb) e dopo in hotel a mandare messaggi attraverso internet agli amici.



Lunedì 02 – 01 – 06
Stamattina ceek-out all’hotel Srisuksant e trasferimento bagagli all’hotel Ao Nang Buri Resort, e siccome la camera ce la danno per le dieci decidiamo di andare alle spiagge.
Così prendiamo una long trail davanti all’hotel per 60tb a testa che ci porta a Phranang cave beach sul promontorio di Railay, un posto magnifico, una spiaggia tropicale con il mare turchese, e pareti rocciose ricoperte di vegetazione, con dei festoni di concrezioni che scendono verso il mare formando grotte marine e stalattiti di due metri e più di diametro, e lunghe anche più di trenta metri, e dove si può arrampicare, un mare dove è possibile praticare snorcheling, dove ci sono pesci e coralli, e l’acqua molto calda è piena di placton, che ti pizzica la pelle.
Giorgia ed Io siamo andati a fare un giro siamo entrati in una grotta che si è formata dall’erosione del mare dove all’interno ci sono delle stupende concrezioni, e siamo usciti dalla parte opposta, ed a nuoto abbiamo fatto il giro d’alcuni scogli dove abbiamo visto coralli molli e duri, anemoni a circa otto metri di profondità, tornando alla spiaggia.
All’estremità sinistra della spiaggia c’è una grotta dove all’interno c’è un altare votivo dove per ingraziarsi lo spirito della principessa che lo abita i marinai locali portano simboli fallici d’ogni tipo e dimensione.Vicino alla grotta della principessa parte un sentiero vero l’interno che attraversano alcune grotte, e una deviazione per una laguna interna che si trova sopra la falesia, ti porta al lato opposto del promontorio alla spiaggia di Railay East, una spiaggia delimitata sui lati dalle mangrovie, e dove ci siamo fermati a fare uno spuntino in un ristorante.
Poi sempre con un sentiero siamo ritornati sul lato opposto del promontorio alla spiaggia di Railay Ovest, dove abbiamo preso una barca per Ao Nang.
Arrivati siamo andati a berci un’ottimo, ma costoso, caffè in un ristorante italiano, e poi sotto l’acqua, è scoppiato un temporale, siamo tornati all’hotel.
Qui la camera è più spaziosa e carina così abbiamo chiesto alla reception se hanno posto fino all’undici di gennaio, e a che prezzo, così ci siamo accordati per 2700tb per notte con la colazione, e ci siamo prenotati l’escursione per domani all’isola di Hong island per 1050tb a persona.
Poi a cena in un ristorante ad Ao Nang (800tb), e vari accquisti, siamo ritornati in hotel, domani sveglia alle sette.

Martedì 03 – 01 – 06
Stamattina partenza alle otto e trenta per il giro in kayak di Hong island, dapprima ci hanno portato all’ufficio dell’agenzia ad Ao Nang, dove ci hanno smistato per le varie escursioni, e poi ci hanno fatto salire su di una long trail da venti posti.
In circa un’ora di navigazione siamo arrivati all’isola.
Un posto da favola, una baia di sabbia bianchissima con un mare color turchese, e dove nuoti in mezzo ad una moltitudine di pesci colorati, che tu mordicchiano i polpacci, ed una miriade di coralli morti.
Dopo vero le 12,30 pranzo, e mentre si mangiava dall’interno dell’isola è sbucato un Varano, attirato dagli avanzi di cibo che dei ragazzi thailandesi gli avevano lasciato sul limitare della giungla. Un lucertolone di circa due metri e mezzo, che ci osservava con aria sospetta, e che appena cercavi di avvicinarti ti dava delle scodate tremende, che se ti prendevano ti potevano pure rompere una gamba.
Poi dopo pranzo, a base del solito riso e verdure siamo saliti su di un kayak a tre posti, ed abbiamo iniziato il giro dell’isola, costeggiando gli scogli, pieni di conchiglie, e che formavano delle grotte, dove si poteva entrare con il kayak, ed alcune avevano il passaggio d’uscita dalla parte opposta. Poi l’isola forma una laguna interna dove accedi attraverso un stretto passaggio tra alte pareti verticali di roccia ricoperta di vegetazione, all’interno questa è un lago di acqua blu, dove abbiamo fatto il bagno, circondato da pareti verticali con una miriade di stalattiti che formano delle grotte, ed una foresta di mangrovie, che forma un labirinto di canali.
Poi di ritorno alla spiaggia con conclusione del giro dell’isola, e partenza per Pakbia island, un posto sempre stupendo, con una spiaggia bianca un mare cristallino e molti coralli.
Poi altra sosta a Paradise island, dove è stato ricostruito un villaggio indigeno, e dove siamo andati a fare un giro all’interno, seguendo un sentiero, che ti portava ad una spiaggia dalla parte opposta dell’isola, e dove a metà percorso abbiamo incontrato un altro Varano.
Poi di ritorno alla spiaggia, giro con la maschera in mare, dove ci sono dei stupendi coralli multicolore, ed alcune anemoni a circa otto metri di profondità.
Dopo di ritorno ad Ao Nang e circa a metà percorso è arrivato un’acquazzone, così siamo arrivati sotto l’acqua che per fortuna è durata poco, poi di ritorno in hotel bagno in piscina, e alla sera a cena in un ristorante italiano a base di pizza (800tb), e poi di ritorno in internet a messaggiare con i veronesi.

Mercoledì 04 – 01 – 06
Stamattina piove così dormiamo fino alle nove poi colazione ed attesa in camera sul da farsi.
Vero le dieci e trenta smette di piovere così decidiamo di passeggiare fino in fondo alla spiaggia di Nopparat Thara, circa due chilometri, dove c’è il porto da dove partono le barche verso Phi Phi Don island.
All’arrivo la bassa marea forma una lingua di sabbia bianchissima verso due isole, e l’acqua è molto bassa, e si arriva camminando fino ad esse. Ci siamo sdraiati al sole, che si è fatto cocente, sulla lingua di sabbia, e dopo circa un’ora la marea ci ha sommersi, ed ha fatto scomparire la spiaggia, così abbiamo preso su le nostre cose e sotto un sole bollente siamo tornati all’hotel.
Qui pranzo in piscina, e poi mentre Stefania si fa un massaggio, io e Giorgia andiamo ad inviare messaggi, attraverso internet, agli amici.
Alla sera a cena in un ristorante di pesce sul lungomare di Ao Nang (antipasti e secondi per un totale di 1350tb).



Giovedì 05 – 01 – 06
Stamattina sveglia con calma e poi a piedi fino ad Ao Nang, dove abbiamo preso una barca per Railay ovest, lì abbiamo noleggiato una canoa a tre posti (600tb).
Poi via costeggiando attraversando grotte semi sommerse e festoni di stalattiti enormi, e raggiungendo delle isole di fronte alla spiaggia della principessa, che abbiamo circumnavigato.
Poi sosta per riposare alla spiaggia della principessa, e dopo via verso la punta della penisola, però quando abbiamo girato lo scoglio di punta il mare aperto era mosso così siamo tornati sui nostri passi .
Di ritorno ci siamo fermati vicino ad uno scoglio a fare un po’ di snorcheling, vedendo degli stupendi anemoni e dei coralli a circa quattro metri di profondità.
Poi mentre nuotavamo Giorgia ha avvistato un serpente sullo scoglio vicino alla canoa, di colore nero con degli anelli bianchi, (di ritorno in Italia abbiamo saputo essere un serpente Corallo uno dei più velenosi al mondo e molto difficile da vedere) così di tutta fretta siamo saliti a bordo e via alla solita spiaggia dove abbiamo sostato nuovamente, e poi con calma di ritorno a Railay ovest, dove abbiamo riconsegnato la canoa.
Sosta per bere un caffè ed attendere che termini la solita pioggia giornaliera, e poi con la solita barca (70tb a testa) di ritorno direttamente all’hotel.
Lì bagno, e pranzo in piscina, riposo all’ombra, ci siamo cotti in canoa, e poi in internet dove ci siamo beccati on-line con Paola.
A cena al ristorante italiano, dove ci mettiamo una croce, troppo lunghi e troppo cari 1000tb, poi dolcetti al supermarket ed alle ventidue in hotel.







Venerdì 06 – 01 – 06

Oggi festa della Befana ci siamo svegliati sul tardi ed a piedi siamo andati ad Ao-Nang, ed abbiamo preso la barca per Railay ovest.
Arrivati ci siamo sistemati nella parte a nord di questa lunga spiaggia, circa 500mt, lì in acqua c’è il reef abbastanza vicino, e con la bassa marea l’acqua è molto bassa e si rischia di toccare i coralli, che anche se pochi qui ci sono.
Poi io e Stefi siamo andati a piedi attraversando gli scogli alla spiaggia d’Ao Ton Sai, che è di sabbia bianchissima e dove ci sono delle pareti strapiombanti dove si può arrampicare, ma molto dure, infatti, era pieno di climber e le vie sono dai monotiri a vie di più tiri sempre molto impegnative.
Poi di ritorno e rosolata al sole fino al primo pomeriggio, e successivamente ritorno in barca ad Ao Nang a bere un buon caffè e dopo in hotel al computer ad inviare gli auguri a tutte le donne della compagnia. Alla sera a cena in un ristorante Thai che per la gioia della Stefi abbiamo mangiato i desiderati spiedini di carne (500tb) poi giro a piedi fino in fondo alla via interna del paese, che dove termina si trova il Mc Donald.
Di ritorno sosta a bere un drink in un baretto (300tb) e di ritorno in hotel prenotazione per domani per andare a Phi Phi island (1400tb a persona)


Sabato 07 – 01 – 06
Stamattina sveglia alle sette per andare a Phi Phi island, sono venuti a prenderci alle nove e dopo il solito smistamento all’agenzia, siamo saliti su di un motoscafo d’altura con sotto due motori da duecento cavalli l’uno.
È partito a tutta manetta verso il largo, ed abbiamo fatto la prima sosta a Bamboo island, dove c’è una spiaggia corallina bianchissima ed una barriera corallina favolosa, molto simile a quella del mar Rosso, con una moltitudine di pesci colorati, che ti mordicchiano i polpacci mentre nuoti, ed un’infinità di anemoni e coralli e si trovano in acqua molto bassa, che crea dei problemi nel nuotare.
Poi via sempre a tutta birra verso Phi Phi Don con sosta a fare snorcheling a Hing Klarng un affioramento del reef tra Bamboo island e Phi Phi Don.
Un altro posto magnifico con l’acqua più profonda.
Poi terza sosta a Monkey bay sull’isola di Phi Phi Don dove la barca si è fermata al largo e con una nuotata siamo andati a riva dove c’erano delle scimmie addomesticate sugli alberi per attirare i turisti. Poi giro dell’isola e sosta a Ton Sai bay
La baia centrale dell’isola dove c’è il centro turistico di tutto l’arcipelago, qui sosta per il pranzo, e poi giro del paesino tra i negozi.
Questa località si trova su di un istmo di terra che unisce due baie dell’isola, che per questo ha una forma ad otto, tra le due spiagge non c’è più di un chilometro, qui quando è venuto il tsunami ha spazzato via tutto ed in paese c’erano quattro metri d’acqua.
Ora hanno ricostruito quasi tutto ma si notano ancora i segni del disastro nelle barriere coralline piene di coralli morti adagiati sul fondo, e nei paesi gli alberi più grossi avvolti da sciarpe buddiste per il ringraziamento per la salvezza di alcune persone che vi ci sono aggrappate.
Poi all’improvviso è arrivato un forte temporale, così sotto un’acqua a dirotto siamo tornati alla barca che altrimenti ci lasciava sull’isola.
Siamo partiti verso Phi Phi Leh la seconda isola per grandezza dell’arcipelago, ed abbiamo fatto la prima sosta a Viking Cave una grotta sul mare dove arrampicandosi con delle scale di bamboo, rischiando la vita, raccolgono i nidi di rondine una prelibatezza culinaria cinese.
La successiva sosta l’abbiamo fatta nella laguna interna di hong Leh dove ci sono pareti verticali altissime tutte ricoperte di vegetazione che cadono in una laguna d’acqua turchese.
Poi ci siamo diretti, sotto una pioggia incessante, verso Maya bay dove abbiamo sostato per fare un bagno, questa è la località dove hanno girato il film “the beach” un posto paradisiaco, con una lunga spiaggia di sabbia bianchissima con un’acqua trasparente color turchese.
Poi finalmente è uscito il sole ed ha smesso di piovere, così ne abbiamo approfittato per andare a fare un giro verso l’interno dell’isola, siamo sempre su Phi Phi Lhe, dove hanno ambientato il villaggio, una foresta tropicale con una miriade di fiori ed un sentiero che ti porta dalla parte opposta dell’isola dove c’è una laguna interna nascosta tra la vegetazione.
Poi di ritorno ad Ao Nang con il mare un po’ mosso, e siccome la “manetta” è sempre al massimo si saltava alquanto.
Di ritorno in hotel siamo andati in internet a vedere le foto della “vecia” che hanno bruciato a poiano, che ci ha inviato Marco.
A cena in un ristorante thai (600tb) e poi siccome non avevano la banana fritta siamo andati in un altro ristorante a mangiare il dolce che cercavamo.


Domenica 08 – 01 – 06
Stamattina partenza in barca come al solito verso Railay ovest, e poi a piedi fino alla grotta di Phranang Nai
Che si trova appena sopra la spiaggia di Railay est sotto di una falesia. l’entrata costa 10tb l’ingresso si presenta come una fessura alta circa venti metri e larga due, e la grotta è tutta illuminata e attrezzata con una passerella.
All’interno all’inizio è una fessura con varie curve, che crea due ambienti non molto grandi per poi terminare in una grande sala dove ci sono delle scintillanti cascate di quarzo bianco, e innumerevoli stalattiti sempre di quarzo.
Poi siamo andati alla solita spiaggia della principessa, e dove sul sentiero abbiamo incontrato una famiglia di scimmie sistemate su degli alberi.
E dopo esserci cotti a puntino sempre a piedi siamo ritornati a Railay ovest dove abbiamo preso la solita barca, e la solita pioggia, per tornare in hotel.
Poi io e Stefi siamo andati a fare compere, abbiamo preso la scarpe (Puma) per tutti e due e gli incensi. A cena in un ristorante Thai con gelatone finale (800tb).

Lunedì 09 – 01 – 06
Oggi sveglia sul tardi, e poi a piedi fino in fondo alla spiaggia di Nopparathara (la spiaggia davanti all’hotel) dove c’è una bassa marea di circa 200-300 metri, e per nuotare ne devi fare altrettanti a piedi nell’acqua.
Solita cotta al sole per poi verso mezzogiorno di ritorno in hotel, pranzo e tra un temporale e l’altro in piscina, infatti oggi ha piovuto molto.
Ci hanno riconfermato i voli per il rientro in Italia, dobbiamo essere in aeroporto a Bangkok alle 00.40 del 14 gennaio.
A cena in una pizzeria italiana con forno a legna (600tb) poi in hotel con piccola lavata di pioggia e sosta al bar per bere una cosa.

Martedì 10 – 01 – 06
Stamattina ci siamo prenotati per oggi il “giro delle 4 isole” (1200tb per tre persone):siamo partiti alle 10,00 dall’hotel e siamo andati alla solita agenzia la Barracuda Travel dove c’è stato lo smistamento, per poi con una grande longtrail-boat, andare verso Tup Island, che con l’alta marea è tutt’uno con Chicken Island, perché c’è una lingua di sabbia bianchissima che le unisce.
Poi a vedere il Chicken: una formazione rocciosa che ha la forma di un pollo, dopo una sosta in una baia per fare snorkeling dove c’è una discreta barriera corallina e tantissimi pesci multicolori.Poi via verso Poda, la terza isola, ma nell’attraversata è arrivato un temporale, così ci siamo riparati in una baia sabbiosa sempre sull’isola di Poda ma sottovento. Lì c’erano delle grotte dove ci siamo riparati e abbiamo pranzato con il solito riso con condimento piccante. Di seguito siamo andati dalla parte opposta dell’isola sulla spiaggia grande che è bianchissima e con il mare turchese però c’era molto vento ed il mare era mosso. Ultima sosta alla spiaggia della principessa (la quarta isola),comunque molto bella anche perché c’era poca gente ed il luogo sembrava diverso dal solito.
Giorgia ha fatto conquiste:i marinai Sandokan e Nui l’hanno tarmata per tutto il giorno. Poi, nel ritorno sosta a bere un caffè ad Ao Nang e in hotel a preparare i bagagli. A cena volevamo andare nel solito ristorante thai ma era chiuso così abbiamo ripiegato al ristorante di pesce con tavolo all’aperto e abbiamo rischiato di prendere la pioggia. Ma siamo stati fortunati con il tempo ed abbiamo mangiato con la modica cifra di 750 tb, molto probabilmente per un errore di conto. Poi alla ricerca disperata dello shampoo tre-tre che non abbiamo trovato. In alternativa abbiamo preso un balsamo e un bagnoschiuma.
Di ritorno in hotel…caccia allo scarafaggio che abbiamo preso dopo vari tentativi.


Mercoledì 11 – 01 – 06
Stamattina sveglia alle sette e dopo colazione ceek-out all’hotel, e saluti, con Giorgia che ha regalato un braccialetto ad un suo spasimante, sono dieci giorni che la punta.
Poi via in aeroporto con il pulmino dell’hotel (600tb), ceek-in in orario, e poi c’è stato un fuori programma, un turista ubriaco che ha dato in escandescenza, ma l’hanno calmato subito con dei metodi molto convincenti.
Volo in orario, ed all’arrivo a Bangkok, in aeroporto, siamo andati in un’agenzia per la prenotazione alberghiera a gestione statale, ed abbiamo prenotato l’hotel Somerset in Sumkunvit road, si trova appena dietro il Manattan, per 2400tb a notte per una camera.
Poi con un taxi metro (350tb) in hotel, un traffico incredibile ci abbiamo impiegato un’ora. L’hotel è abbastanza bello, però con una camera un po’ piccola, ha anche la piscina coperta e le persone sono molto gentili, per avere la camera fino alla mezzanotte del venerdì vogliono che paghiamo un giorno in più.
Successivamente a pranzo in un ristorante a base di pizza e spiedini (500tb) e poi via al MBK (il centro commerciale economico della città) qui spese folli, abbiamo iniziato Gli acquisti, e dopo circa tre ore di contrattazioni, stremati siamo ritornati in hotel. A cena in un ristorante Thai (800tb) e poi in hotel, dove internet è gratuito, a rispondere agli SMS degli amici che ci ricordano che sono gli ultimi giorni di ferie.


Giovedì 12 – 01 – 06
Oggi giro al Pantipa Plaza, il centro commerciale dell’informatica, che abbiamo raggiunto con la Bts ed un breve tratto a piedi. All’arrivo alle dieci e trenta era ancora tutto chiuso così siamo andati al Pratunam marcket, perché l’altro mercato, il Nailert non esiste più, questo mercato è coperto ed è un dedalo di viette, strette tra mille negozi che vendono di tutto ma soprattutto abbigliamento a prezzi molto bassi ed è molto facile perdere l’orientamento per trovare l’uscita. Dopo aver comprato l’impossibile ed esserci caricati all’inverosimile, con un po’ di fortuna, abbiamo trovato l’uscita, e siamo andati a bere un caffè per riprenderci dalla fatica.
Dopo dentro al Pantipa Plaza, che ora è aperto, un posto incredibile il regno del computer, c’è di tutto e di più a prezzi abbastanza convenienti a patto che uno abbia delle conoscenze nel campo dell’informatica. Noi abbiamo preso un lettore- registratore mp3 da un giga per Giorgia ed una “chiavetta usb” da un giga per me. Tornando per strada abbiamo trovato una bancarella che vendevano dei Levis a 150tb il paio così stracarichi, siamo tornati in hotel a scaricare ed ha riposare.
Dopo altro giro all’MBK dove abbiamo contrattato, e comperato, venti tele di seta ad un prezzo equo, abbiamo trovato le Puma per Giorgia, e per Stefania.
Poi di ritorno in hotel a scaricare nuovamente le compere, ci penseranno dei commercianti, e poi a cena al ristorante tedesco qui vicino all’hotel, e prima di tornare in camera ad acquistare una valigia perché non ci stiamo con la roba.





Venerdì 13 – 01 – 06
Stamattina dopo colazione ci siamo accordati con l’hotel per questa sera e paghiamo 1800tb per la camera fino alle ventitré.
Poi siamo andati a prendere la BTS con un biglietto di validità giornaliera 100tb, e ci siamo diretti al fiume, dove abbiamo acquistato un biglietto giornaliero 100tb per il battello pubblico.
Con questo ci siamo diretti al molo di Ratchawongse, l’ingesso per Chinatown, lì abbiamo preso una via molto trafficata e dopo poche centinaia di metri abbiamo infilato un vicoletto che è tutto un mercato d’ogni genere di mercanzia con una fiumana di persone che spingevano da tutte la parti, un posto molto caotico e molto “profumato”. Dopo varie svolte tra un dedalo di vicoletti sempre molto affollati, con un po’ di fortuna siamo riusciti a tornare al punto di partenza, dove abbiamo ripreso il battello e siamo scesi al molo di Tha Tien dove c’è il palazzo reale, lì siamo andati alla ricerca di un bagno che abbiamo trovato all’interno di un circolo militare, dove ci siamo fermati a mangiare spendendo una miseria. Di ritorno in camera a completare i bagagli, tre valige per un Totale di sessanta chilogrammi. Dopo aver inviato gli ultimi sms via internet, siamo andati a visitare i centri commerciali di lusso, dove nel piano interrato, di uno di questi si trova persino un acquario enorme.
Qui si trovano le grandi firme dell’abbigliamento e persino la concessionaria della Ferrari con tanto d’auto in esposizione, ed i prezzi sono più alti che in Italia.
Poi di ritorno ci siamo fermati a cenare con pizza e spiedini (800tb), e poi in camera a guardare un film aspettando l’ora per andare in aeroporto.
Alle ventitré ceek-out dell’hotel, e con un loro taxi (500tb) in aeroporto.





Sabato 14 – 01 – 06
Appena arrivati abbiamo fatto il ceek-in alle 00.10, ed il volo è pieno, viene da Manila, così abbiamo dei posti centrali.
Poi tassa d’uscita 500tb e poi alla ricerca delle orchidee, che abbiamo trovato a 500tb alla confezione, ma non avendo più bath non le abbiamo comperate.
Qui una stecca di sigarette costa 500tb ed è l’unica cosa veramente conveniente.
Poi dopo vari controlli di sicurezza abbiamo raggiunto il gate, ed il volo è partito in perfetto orario, anzi ci hanno imbarcato in anticipo.
Siamo, anche forse per l’ora tarda, riusciti a dormire fino all’arrivo, che è avvenuto in perfetto orario, mentre il volo da Kuwait city a Roma è in ritardo di un’ora.
Siamo ripartiti alle 09.15 ora locale, ed il volo per Roma è vuoto così, per la gioia delle hostess, ci siamo stesi sui sedili, ed è stato un volo molto comodo e veloce.
Siamo arrivati a Roma alle 13.15, e dopo aver bevuto un buon caffè, abbiamo fatto la carta d’imbarco per il volo per Verona, poi dopo varie telefonate agli amici ed al Gianka che si è offerto di venire a prenderci in aeroporto, siamo ritornati nelle solite sale d’attesa ad aspettare il nostro volo che parte alle 17.30.
Siamo partiti in perfetto orario e dopo cinquanta minuti siamo arrivati a Verona, ed al ritiro bagagli la sorpresa che ci hanno lasciato una valigia a Roma, così trafila per la denuncia.
In aeroporto ad aspettarci c’è Gianka, Monica, Michela e Carlo, e dopo vari saluti ci hanno accompagnato a casa dove abbiamo trovato la sorpresa degli altri mattacchioni: ci hanno sigillato casa con un cartellone spiritoso sulla porta d’ingresso.
Così è terminato il nostro secondo viaggio in Thailandia, dove abbiamo visitato l’estremo nord e l’estremo sud ed è stato molto più interessante del primo, e credo che in futuro ci TORNEREMO.