THAILANDIA 2005 – 2006
Sabato 24 –12 – 05
Siamo di nuovo in viaggio, dopo due anni si torna in Thailandia.
Ci siamo svegliati alle cinque, partiamo da Verona, ci ha accompagnato all’aeroporto Monica, il primo volo per Roma è alle sette, ed è in perfetto orario, dopo aver scongelato le ali partenza. Arrivati a Roma hanno aperto il ceek-in alle 10.30 abbiamo fatto le carte d’imbarco per i voli successivi fino a Bangkok.
L’aereo per Kuwait city è partito con mezz’ora di ritardo, ma siamo arrivati in perfetto orario alle 20.30 ora locale (+ 2 ore). Parlando con uno steward ho saputo che in Kuwait non c’è un gran che da vedere ed il mare non è così bello, c’è solo petrolio, e la vita è molto cara, per loro un biglietto come il nostro dall’Italia alla Thailandia gli costa 2500 euro.
All’arrivo il tempo è pessimo piove e non c’è molto caldo, l’atterraggio è stato un po’ turbolento ma al momento di poggiare le ruote si è stabilizzato. All’aeroporto di Kuwait ci sono le salette per fumatori, un locale a vetri di due metri per tre, con le pareti a vetri e ti senti in gabbia, ghettizzato e messo in mostra, come in uno zoo. Ci sono parecchi italiani sul nostro volo per Bangkok, e vanno tutti a Puket, e la maggioranza sono uomini!!
All’imbarco per il volo per Bangkok ho avuto dieci minuti di terrore: al controllo di sicurezza per entrare nel gate, mi hanno individuato la bilancia, così me l’hanno ritirata ed assieme ad essa anche il passaporto, ed un militare della sicurezza ha pensato bene di andarsene con essi, dopo cinque minuti hanno iniziato l’imbarco ed il personaggio non era ancora tornato, così ho chiesto informazioni e mi hanno detto di stare tranquillo. Dopo altri cinque minuti è tornato con il passaporto fotocopiato e la bilancia, ha preteso una firma e si è tenuto il malloppo il bastardo.
Il volo è partito con la solita mezz’ora di ritardo alle 00,20 e i posti assegnatici sono centrali ed il volo è pieno.

Domenica 25 – 12 – 05 NATALE
Buon Natale Thailandia.
Siamo arrivati in perfetto orario (10,45) e siamo abbastanza cotti dai voli, anche se nell’ultimo volo, il più lungo sette ore, siamo riusciti a dormire.
Al controllo d’immigrazione ti scattano la foto digitale del mezzo busto, e le pratiche sono un pò più lunghe. Poi cambio un euro equivale a quarantotto bhat thailandesi (1€ = 48 TB) e dopo via alle partenze dei voli domestici. Il terminal dei voli domestici è abbastanza lontano e ci vogliono circa venti minuti a piedi, percorrendo un lungo tunnel di trecento metri.
Appena arrivati abbiamo fatto il ceek-in per il volo per Chang Mai che parte alle 13,00, poi al gate, dove ci sono anche qui le salette fumatori simili a quelle di Kuwait, e ci siamo stesi a sonnecchiare in attesa dell’imbarco.
Il volo è partito in perfetto orario, e voliamo con un boing 747 della Thai, nuovo di stecca. All’arrivo siamo andati in un’agenzia all’interno dell’aeroporto a cercare un’hotel, abbiamo fermato per due notti al Downtown inn che si trova dietro al mercato notturno, per 1500TB a camera con colazione per notte. Poi all’uscita non c’erano taxi, ci sono solo limousine che Volevano 500TB per portarti in centro, così abbiamo preso un tuk-tuk che con 100TB ci ha portati fino all’hotel.
L’hotel è carino con una camera abbastanza spaziosa, hanno la cassetta di sicurezza gratuita, e c’è internet al costo di un bhat al minuto.
Poi in giro per il night bazar, una via della città dove sono allestite delle bancarelle lungo il marciapiede nel tardo pomeriggio e rimangono fino a sera inoltrata, per poi liberare il tutto per la mattina seguente, e poi via di nuovo alla ricostruzione, il pomeriggio successivo, così tutti i giorni con il sole e con la pioggia: sempre. Qui si possono fare dei buoni affari basta avere la pazienza di contrattare, e visionare tutte le bancarelle. Poi in giro a cercare un’agenzia per organizzarci il treeking, ci siamo accordati alla Panda tour, vicino alla città vecchia, per un treeking sulle colline di due giorni, con pernottamento in un villaggio, ed un tour di una giornata al triangolo d’oro con visita di un villaggio dive ci sono le donne dal collo lungo, per un totale di 8600TB.
Poi a cena in un ristorante di cucina Thai dove abbiamo speso tutti e tre 450TB.

Lunedì 26 – 12 – 05
Stamattina piove, ma comunque fa caldo così decidiamo ugualmente di andare a fare un giro per la città.
Abbiamo iniziato le spese, al mercato, e per negozi, i prezzi sono molto convenienti soprattutto sull’abbigliamento. Di ritorno all’hotel chiedendo se la camera è disponibile per altri giorni, ci viene data risposta negativa così oggi dobbiamo cercarci un altro hotel per quando torniamo dal treeking. Nel primo pomeriggio riposino e dopo via alla ricerca di un‘hotel, troviamo posto al Top Nord hotel per 900TB a camera per giorno, poi proseguiamo con le compere fino a sera, dopo a cena in un ristorante tedesco (750TB) e successivamente in hotel a riposare, domattina si parte per il treeking.
Martedì 26 – 12 – 05
Stamattina sveglia con fatica per il fuso orario alle 8.30, colazione, controllo della posta in internet, dove Gianka ci scrive che ci tiene monitorati con il satellite, e Paola c’invidia il caldo.
L’hotel ci tiene i bagagli in deposito, e ci lascia la cassetta di sicurezza, veniamo a ritirarli quando torniamo domani.
Sono venuti a prenderci con un pik-up alle 9.30, e ci hanno portati in un monastero Buddista, dove ci hanno parcheggiato per mezz’ora, sono tornati con due coppie di ragazzi, una di francesi ed una di coreani.
Poi siamo partiti con il pik-up e con un’ora di viaggio siamo arrivati ad un mercato, dove la nostra guida Jon, un thailandese magrolino che fuma come un turco, ha acquistato da mangiare per il pranzo.
Poi con un’altra ora di una strada molto tortuosa e stretta, con continui saliscendi siamo arrivati ad un fiume, da dove torneremo domani, e dove la strada diviene sterrata ci siamo fermati, da qui si prosegue a piedi. Qui abbiamo pranzato con riso e verdure, e dopo varie sigarette della guida ci siamo incamminati. Dapprima per un sentiero poco ripido in boschi d’alberi di Tek giganteschi, e successivamente seguendo un torrente nel suo letto con continui guadi scivolosi, immersi in una vegetazione lussureggiante fatta di banani selvatici ed alberi giganteschi alti più di cinquanta metri e di un diametro di cinque. Lasciato il torrente, il sentiero sale ripido, e di terra battuta, non oso pensare se piovesse sarebbe un mare di fango, tra boschi d’enormi bamboo. Arrivati sulla sommità della collina avvistiamo la nostra meta un villaggio arroccato sulla cima di una collina, che raggiungiamo con un sentiero semi pianeggiante attraversando campi coltivati a granturco, fino a qui ci abbiamo impiegato circa tre ore, con varie soste dove venivamo assaliti da nugoli di zanzare, e siamo ad una quota approssimativa di circa 2100mt.
Il villaggio è composto da case costruite su di palafitte, per proteggersi dagli eventi atmosferici e dagli animali e sono fatte interamente di bamboo, pareti, pavimento e per la copertura hanno usato le foglie, hanno una terrazza dove è allestito un focolare poggiato su dei mattoni, ed un ambiente coperto dove si mangia in caso di pioggia, ed altri due ambienti uno adibito a cucina ed uno adibito a stanza da letto comune. Il villaggio è costruito su un pendio così le acque di scarico possano scorrere a valle, il tutto a cielo aperto, ed immerso in una piantagione d’aranci ed altri alberi da frutto. Ci arriva anche una strada che permette ad un mezzo fuoristrada di portare loro i rifornimenti, mentre gli abitanti si spostano in motorino. Questo villaggio è abitato da un’etnia birmana fuggita dal suo paese e lo stato thailandese ha permesso loro di insediarsi in questa regione, vivono principalmente d’agricoltura, e di turismo, infatti, la maggioranza delle case sono adibite a lodge per turisti, c’è persino la scuola che però è gestita da volontari e funziona saltuariamente.
Successivamente giro per il villaggio per scattare qualche foto e dopo ad ammirare il tramonto tra le colline, e in un attimo è buio, un buio pesto dove non si vede proprio nulla solo un cielo stellato che ti sembra di toccare con un dito.
Poi cena a base di riso, verdure, pollo, e l’immancabile piccante. Dopo cena sono venute a farci visita delle ragazzine del villaggio vestite con gli abiti tradizionali ed hanno cantato per noi, o per la mancia che si aspettavano? Poi con gran difficoltà per la lingua, si parla solo inglese abbiamo parlato con i nostri compagni di viaggio, la coppia di francesi sono degli studenti universitari, che stanno facendo uno stage di lavoro qua in thailandia e rimangono qui un anno, mentre i due coreani sono due studenti in vacanza. Questi ultimi hanno dato luogo dopo cena, ad un episodio alquanto bizzarro, lei si sentiva un po’ male allo stomaco così lui iniziò ad infilargli un ago sotto le unghie provocandole anche dolore, in questo modo gli è passato con lo stupore nostro e dei francesi che insistevamo per dargli un rimedio farmacologico.
Poi gran partita a “bestia thailandese” dove come pegno eri segnato in viso con la fuliggine, alla fine ero una maschera nera, ho perso spudoratamente.

Mercoledì 28 – 12 – 05
Stamattina sveglia alle otto, io e Giorgia non abbiamo dormito molto bene un po’ per la paura di prenderci le pulci ed un po’ per il letto troppo duro. Dopo colazione verso le nove, salutata la coppia di francesi che proseguono il treeking allungandolo di un giorno, noi con la nostra guida Jon e la coppia di coreani abbiamo iniziato la discesa. Siamo partiti subito di brutto con un sentiero molto ripido e scivoloso nella giungla, giù fino in fondo ad una valle con gli ultimi passaggi alquanto pericolosi, c’erano dei corrimani di sicurezza, fino ad arrivare ad una cascata che formava una pozza dove si poteva fare il bagno. Infatti, sia io sia la guida ed il ragazzo coreano n’abbiamo aproffittato per lavarci anche se l’acqua era alquanto freddina.
Poi sempre giù seguendo il torrente con esili e scivolosi ponticelli di tronchi e guadi alquanto insidiosi, fino ad arrivare ad alcune capanne dove abbiamo fatto una sosta. Dopo breve siamo arrivati alla strada e di lì a poco al campo degli elefanti. Qui giro in groppa ai pachidermi, una cosa da turisti, ci hanno portato su di un sentiero appena sopra la strada con una ripida salita e poi per la gioia della stefy anche una alquanto ripida discesa, con annessa signora a metà percorso che voleva soldi per una banana da dare agli elefanti il giro è durato circa mezz’ora ed è stato più che sufficiente. Poi subito ci hanno fatto indossare i giubbetti salvagente caschetto e via su di un gommone giù per il fiume. Uno spasso tra rapide non molto impegnative percui divertenti con la guida che continuava a gridare “GO GO “ per incitarci a pagaiare, poi fine del divertimento, abbiamo cambiato mezzo e siamo saliti su di una zattera di bamboo dove il fiume scorre placidamente e con il sedere in acqua dolcemente siamo arrivati dove ci aspettava Jon. Lì abbiamo pranzato a base del solito riso, carne, e verdure, e poi in circa un’ora e mezza siamo tornati a Chang Mai. Lì ci hanno accompagnato all’hotel dove abbiamo preso le nostre cose e con un tuk-tuk siamo andati al nuovo hotel.
Una bella camera spaziosa, ed alla televisione si riceve rai international.
Poi giro al mercato a cambiare lo zainetto che avevo acquistato, perché mi si è rotto durante il treeking, ed abbiamo approfittato per continuare con gli acquisti. Poi a cena in un bel ristorante (700TB) dove abbiamo mangiato degli ottimi spiedini di carne però conditi con le zanzare.
Poi in camera a gustarci un po’ di televisione italiana.
Giovedì 29 – 12 – 05
Stamattina sveglia con calma e poi via a piedi alla ricerca dell’ufficio della Thai per riconfermare i voli interni e farci sostituire il volo per Krabi.
Quando siamo arrivati sul posto non c’era così abbiamo chiesto lì in giro e ci hanno affermato che l’hanno spostato, è vicino all’aeroporto.
Siccome qui vicino c’è un tempio il più antico della città, n’abbiamo approfittato per visitarlo, è il Wat Chiang Mau, dove all’interno si trovano due antiche statue del Buddha e risale al 1291 dc.
Poi all’uscita abbiamo preso un taxi che ci ha portato all’ufficio della Thai, l’ abbiamo cambiato il volo per Krabi, prendiamo quello delle 12.30, ed abbiamo riconfermato gli altri voli.
Dopo ci siamo accordati con il tassista per 800TB per portarci al tempio di Doi Suthep , un gruppo di templi su di una collina (1676mt) sovrastato da un’enorme stupa.
Per raggiungerlo ci vogliono circa venti minuti di macchina per una strada grande ma molto tortuosa.
All’arrivo c’è un bel caos, è un luogo molto venerato, e siamo saliti in cima con l’ausilio di una funicolare.
Il posto è magnifico e risale al 1391dc ci sono molti templi dorati, con campane d’ogni dimensione ed anche i monaci che impartiscono benedizioni ai fedeli.
Da qui c’è anche una bella vista sulla città, a patto che la visibilità sia buona, e non è il nostro caso, c’è parecchia foschia.
Poi di ritorno giù con una lunga scalinata di trecento gradini, fino al parcheggio dove Ci sono una marea di bancarelle che vendono cibo e souvenir e dove ci attende il nostro tassista.
Di ritorno all’hotel parlando con il tassista ci ha informati sui costi scolastici qui in Thailandia, la scuola primaria costa circa 2500tb all’anno e l’università circa 10.000tb all’anno, mentre la benzina costa 26tb al litro.
Nel pomeriggio siamo tornati al mercato per proseguire con le compere, la borsa della Stefy, ed altre camicie, magliette ecc. quando fummo carichi abbiamo preso un tuk-tuk (50tb) che ci ha riportato in hotel a scaricare, poi in internet a comunicare con gli amici, e poi di ritorno al mercato con tuk-tuk dove contrattando ho acquistato l’argento.
A cena al solito ristorante tedesco (750tb) e poi di ritorno in hotel con tuk-tuk guidato da “sciumi thai”.
Domani sveglia presto per andare al triangolo d’oro.

Venerdì 30 – 12 – 05
Stamattina sveglia alle sei, poi alle sette e trenta è arrivato il pulmino che ci porterà in gita, assieme a noi ci sono due ragazze australiane.
Siamo partiti verso il nord dapprima per una strada molto grande a due corsie, per poi entrare nella giungla dove è iniziata la nebbia del mattino, un’ambiente tipico della foresta ti sembrava di essere in un film del Vietnam, attraversando radure abitate, valli strettissime, ed una vegetazione lussureggiante.
Siamo passati dalla cittadina di Chiang Dao e dopo circa due ore abbiamo fatto una sosta di cinque minuti in un distributore. Poi via e dopo un’altra ora di viaggio, passando per il villaggio di Fang ci siamo fermati in un villaggio della tribù dei Karen ricostruito ad oc per i turisti, dove c’erano le donne Akka vestite con abiti tradizionali, e le donne giraffa “Long Nec” che a dire il vero fanno un po’ impressione. Dopo un’altra mezz’ora di strada ci siamo fermati ad un soffione boracifero, dove c’era gran puzza di zolfo, e l’acqua era a circa 50°, infatti vendevano dei cestini d’uova di quaglia, con annesso bastoncino per cuocerli bolliti nelle pozze d’acqua bollente.
Poi dopo un’altra mezz’ora di viaggio siamo arrivati a Mae Sai una cittadina di confine con il Myanmar, dove si trova un’enorme mercato dove vendono di tutto soprattutto pietre preziose.
Qui abbiamo pranzato in un ristorante thai, e dopo l’immancabile visita in una fabbrica per la lavorazione delle pietre preziose, con annesso negozio, dove erano esposti dei pezzi molto belli a prezzi convenienti anche se alti per le nostre tasche.
Poi via vero il triangolo d’oro, attraversando campagna dove è evidente la presenza dell’esercito e dove le persone hanno i lineamenti tipici dei birmani e dei laotiani, all’arrivo siamo nel punto dove il fiume Mekong unisce le tre frontiere del Myanmar, Laos e Thailandia formando un triangolo geografico, invece il triangolo d’oro è molto più esteso come territorio e fino a cinque anni era una zona controllata dai trafficanti d’oppio, c’erano piantagioni dappertutto, e nessun controllo da parte d’alcun governo. Dopo i tre stati hanno deciso assieme di bonificare la zona, anche se i rapporti con il Myanmar sono rimasti molto tesi, infatti, la regione non è sempre aperta ai visitatori.
In ogni modo è un posto magico soprattutto il fiume, un grande fiume largo quasi un chilometro e navigabile, arteria principale per il commercio tra molti paesi del sud est asiatico e la Cina. Sull’argine thailandese c’è un Buddha enorme alto più di venti metri che stà a protezione del fiume e che è molto Venerato. Poi giro in long-trail boat sul fiume, uno spasso, quando siamo saliti il pilota si è messo il casco e via era com’essere su di una barca da corsa andava a manetta, sosta su di un’isola del fiume in Laos, con tassa d’ingresso di 10tb dove c’era un mercato per turisti, e persino un’orso a catena per scattare la foto.
Poi di ritorno in “thailandia” e dopo aver toccato la pancia della statua enorme dell’elefante, che porta fortuna, via verso un altro tempio lungo il fiume.
Un tempio molto vecchio un po’ in rovina, dove ci sono delle foto di una specie di pescegatto onnivoro, che vive nel fiume e che raggiunge la lunghezza di quindici metri, sembra un drago, ed è molto ricercato per la sua carne molto saporita.
Poi via di ritorno a Chang Mai quattro ore di strada con un’unica sosta in un negozio dove vendevano anacardi di tutti i tipi, dolci e salati, n’abbiamo preso qualche confezione.
Di ritorno siamo andati a mangiare al ristorante all’angolo vicino all’hotel (250tb) e poi al letto perché è stata una lunga ed intensa giornata.

Sabato 31 – 12 – 05 fine anno
Stamattina sveglia con calma e poi relax nella piscina dell’hotel, poi nel pomeriggio visita alla città vecchia, prima al Wat Prasing che risale al 1345dc e che all’interno c’è una statua del Buddha che proviene dal Sirilanka, e successivamente al complesso di templi Wat Chedi Luang dove c’è un grande stupa che risale al 1400dc, e che porta i segni della guerra tra Thailandia e Birmania del 1770, e qui era custodito il Buddha di smeraldo che ora si trova a Bangkok all’interno del palazzo reale.
Di ritorno nuovo giro al mercato per le ultime spese, compresa una valigia, perché domani si parte per il mare.
Dopo un riposino in camera verso le otto siamo andati a cena in un ristorante scelto da Giorgia, dove abbiamo mangiato pesce molto bene, era tutto agghindato a festa e c’era la musica dal vivo, per fortuna soft, abbiamo speso 1800tb poi a piedi alla festa di piazza, un caos incredibile.
Dal ristorante si vedeva salire in cielo delle luci e siccome salivano lente non riuscivamo a spigarci cosa fossero, quando siamo arrivati abbiamo capito, lanciano delle lanterne, fatte di carta velina, abbastanza grandi, con attaccato sotto un bolo di stoffa e cera a cui si dà fuoco e funziona come un pallone aerostatico. Anche noi abbiamo lanciato la nostra, in mezzo ad altre centinaia.
La festa è simile alle nostre con un palco dove c’è la cantante di grido del momento, una pena, gli stands gastronomici e tutti seduti per terra a mangiare.
Verso le undici la calca si faceva sempre più pressante, così ci siamo Trovati un posticino un po’ defilato dove poter ammirare lo spettacolo pirotecnico.
A mezzanotte hanno esploso i fuochi, che sono stati meravigliosi, e poi con difficoltà abbiamo raggiunto l’hotel, dove abbiamo mandato gli auguri di buon anno a tutti via sms, siamo andati a letto all’una, domani si vola verso il mare.
Domenica 01 – 01 – 06 nuovo anno
Una notte burrascosa, hanno iniziato alle cinque a far squillare il telefono che cercavano la stanza 215, questo per ben due volte e poi alle sei, siccome Stefania si è dimenticata il telefono acceso, sono arrivati gli sms di auguri da Verona.
Poi alle sette sveglia, colazione e bagagli, un saccone e una valigia, e alle 8,15 siamo già in aeroporto.
Ceek-in molto veloce, ci sono molti controlli di sicurezza, e poi volo in orario per Bangkok, dove siamo arrivati alle 11,20. Poi ci siamo un po’ persi per trovare il gate del volo successivo, si deve passare per una porticina poco indicata abbiamo atteso solo mezz’ora, e poi via alle 12,30 verso Krabi.
Siamo arrivati in perfetto orario alle 13,45 e appena sceso dall’aereo ho ricevuto la telefonata da mia madre per gli auguri di buon anno, a Verona c’è la neve e qui 32 gradi, nell’atterraggio secondo mè è arrivato un po’ lungo, perché ha usato tutta la pista ed alla fine ha tirato una grande frenata.
Nell’aeroporto ci siamo fermati una camera per quattro notti all’hotel Srisuksant Resort a Noppharatthara beach, per il costo di 2500tb per notte perché ci ha detto che gli hotel di Ao Nang sono tutti pieni.
Poi a prendere un taxi che vuole 600tb, sono quaranta chilometri fino ad Ao Nang e ci vuole circa trenta minuti.
All’arrivo un caos per strada incredibile, e in hotel la sorpresa, la camera anche se nuova e carina è appena sufficiente per due persone, così dopo varie spiegazioni alla reception e varie telefonate all’agenzia ci siamo accordati per trascorrere una notte qui e le successive al Ao Nang Buri Resort che si trova qui a fianco e che ci ha assicurato avere camere più grandi e dove spendiamo 3300tb per notte.
Poi dopo aver fatto un giro in spiaggia, che non è così bella per fare il bagno anche perché c’è una bassa marea di circa 300mt, abbiamo optato per fare un bagno in piscina. Poi dopo aver riposato siamo andati ad Ao Nang, che dista dieci minuti a piedi da qui.
è un lungomare molto affollato pieno di negozi, agenzie di viaggi, centri massaggi, ristoranti ed hotel, si sviluppa anche su di una strada verso l’interno, e non ci sono “signorine”.
Abbiamo guardato un po’ di prezzi per le varie escursioni alle isole, e immersioni e sono un pò care, ci siamo fermati anche in un’hotel al Ao Nang Princess a chiedere se avevano camere libere e a che prezzo, per una family room vogliono 4800tb a notte.
Poi a cena in un ristorante thai (600tb) e dopo in hotel a mandare messaggi attraverso internet agli amici.

Lunedì 02 – 01 – 06
Stamattina ceek-out all’hotel Srisuksant e trasferimento bagagli all’hotel Ao Nang Buri Resort, e siccome la camera ce la danno per le dieci decidiamo di andare alle spiagge.
Così prendiamo una long trail davanti all’hotel per 60tb a testa che ci porta a Phranang cave beach sul promontorio di Railay, un posto magnifico, una spiaggia tropicale con il mare turchese, e pareti rocciose ricoperte di vegetazione, con dei festoni di concrezioni che scendono verso il mare formando grotte marine e stalattiti di due metri e più di diametro, e lunghe anche più di trenta metri, e dove si può arrampicare, un mare dove è possibile praticare snorcheling, dove ci sono pesci e coralli, e l’acqua molto calda è piena di placton, che ti pizzica la pelle.
Giorgia ed Io siamo andati a fare un giro siamo entrati in una grotta che si è formata dall’erosione del mare dove all’interno ci sono delle stupende concrezioni, e siamo usciti dalla parte opposta, ed a nuoto abbiamo fatto il giro d’alcuni scogli dove abbiamo visto coralli molli e duri, anemoni a circa otto metri di profondità, tornando alla spiaggia.
All’estremità sinistra della spiaggia c’è una grotta dove all’interno c’è un altare votivo dove per ingraziarsi lo spirito della principessa che lo abita i marinai locali portano simboli fallici d’ogni tipo e dimensione.Vicino alla grotta della principessa parte un sentiero vero l’interno che attraversano alcune grotte, e una deviazione per una laguna interna che si trova sopra la falesia, ti porta al lato opposto del promontorio alla spiaggia di Railay East, una spiaggia delimitata sui lati dalle mangrovie, e dove ci siamo fermati a fare uno spuntino in un ristorante.
Poi sempre con un sentiero siamo ritornati sul lato opposto del promontorio alla spiaggia di Railay Ovest, dove abbiamo preso una barca per Ao Nang.
Arrivati siamo andati a berci un’ottimo, ma costoso, caffè in un ristorante italiano, e poi sotto l’acqua, è scoppiato un temporale, siamo tornati all’hotel.
Qui la camera è più spaziosa e carina così abbiamo chiesto alla reception se hanno posto fino all’undici di gennaio, e a che prezzo, così ci siamo accordati per 2700tb per notte con la colazione, e ci siamo prenotati l’escursione per domani all’isola di Hong island per 1050tb a persona.
Poi a cena in un ristorante ad Ao Nang (800tb), e vari accquisti, siamo ritornati in hotel, domani sveglia alle sette.

Martedì 03 – 01 – 06
Stamattina partenza alle otto e trenta per il giro in kayak di Hong island, dapprima ci hanno portato all’ufficio dell’agenzia ad Ao Nang, dove ci hanno smistato per le varie escursioni, e poi ci hanno fatto salire su di una long trail da venti posti.
In circa un’ora di navigazione siamo arrivati all’isola.
Un posto da favola, una baia di sabbia bianchissima con un mare color turchese, e dove nuoti in mezzo ad una moltitudine di pesci colorati, che tu mordicchiano i polpacci, ed una miriade di coralli morti.
Dopo vero le 12,30 pranzo, e mentre si mangiava dall’interno dell’isola è sbucato un Varano, attirato dagli avanzi di cibo che dei ragazzi thailandesi gli avevano lasciato sul limitare della giungla. Un lucertolone di circa due metri e mezzo, che ci osservava con aria sospetta, e che appena cercavi di avvicinarti ti dava delle scodate tremende, che se ti prendevano ti potevano pure rompere una gamba.
Poi dopo pranzo, a base del solito riso e verdure siamo saliti su di un kayak a tre posti, ed abbiamo iniziato il giro dell’isola, costeggiando gli scogli, pieni di conchiglie, e che formavano delle grotte, dove si poteva entrare con il kayak, ed alcune avevano il passaggio d’uscita dalla parte opposta. Poi l’isola forma una laguna interna dove accedi attraverso un stretto passaggio tra alte pareti verticali di roccia ricoperta di vegetazione, all’interno questa è un lago di acqua blu, dove abbiamo fatto il bagno, circondato da pareti verticali con una miriade di stalattiti che formano delle grotte, ed una foresta di mangrovie, che forma un labirinto di canali.
Poi di ritorno alla spiaggia con conclusione del giro dell’isola, e partenza per Pakbia island, un posto sempre stupendo, con una spiaggia bianca un mare cristallino e molti coralli.
Poi altra sosta a Paradise island, dove è stato ricostruito un villaggio indigeno, e dove siamo andati a fare un giro all’interno, seguendo un sentiero, che ti portava ad una spiaggia dalla parte opposta dell’isola, e dove a metà percorso abbiamo incontrato un altro Varano.
Poi di ritorno alla spiaggia, giro con la maschera in mare, dove ci sono dei stupendi coralli multicolore, ed alcune anemoni a circa otto metri di profondità.
Dopo di ritorno ad Ao Nang e circa a metà percorso è arrivato un’acquazzone, così siamo arrivati sotto l’acqua che per fortuna è durata poco, poi di ritorno in hotel bagno in piscina, e alla sera a cena in un ristorante italiano a base di pizza (800tb), e poi di ritorno in internet a messaggiare con i veronesi.

Mercoledì 04 – 01 – 06
Stamattina piove così dormiamo fino alle nove poi colazione ed attesa in camera sul da farsi.
Vero le dieci e trenta smette di piovere così decidiamo di passeggiare fino in fondo alla spiaggia di Nopparat Thara, circa due chilometri, dove c’è il porto da dove partono le barche verso Phi Phi Don island.
All’arrivo la bassa marea forma una lingua di sabbia bianchissima verso due isole, e l’acqua è molto bassa, e si arriva camminando fino ad esse. Ci siamo sdraiati al sole, che si è fatto cocente, sulla lingua di sabbia, e dopo circa un’ora la marea ci ha sommersi, ed ha fatto scomparire la spiaggia, così abbiamo preso su le nostre cose e sotto un sole bollente siamo tornati all’hotel.
Qui pranzo in piscina, e poi mentre Stefania si fa un massaggio, io e Giorgia andiamo ad inviare messaggi, attraverso internet, agli amici.
Alla sera a cena in un ristorante di pesce sul lungomare di Ao Nang (antipasti e secondi per un totale di 1350tb).
Giovedì 05 – 01 – 06
Stamattina sveglia con calma e poi a piedi fino ad Ao Nang, dove abbiamo preso una barca per Railay ovest, lì abbiamo noleggiato una canoa a tre posti (600tb).
Poi via costeggiando attraversando grotte semi sommerse e festoni di stalattiti enormi, e raggiungendo delle isole di fronte alla spiaggia della principessa, che abbiamo circumnavigato.
Poi sosta per riposare alla spiaggia della principessa, e dopo via verso la punta della penisola, però quando abbiamo girato lo scoglio di punta il mare aperto era mosso così siamo tornati sui nostri passi .
Di ritorno ci siamo fermati vicino ad uno scoglio a fare un po’ di snorcheling, vedendo degli stupendi anemoni e dei coralli a circa quattro metri di profondità.
Poi mentre nuotavamo Giorgia ha avvistato un serpente sullo scoglio vicino alla canoa, di colore nero con degli anelli bianchi, (di ritorno in Italia abbiamo saputo essere un serpente Corallo uno dei più velenosi al mondo e molto difficile da vedere) così di tutta fretta siamo saliti a bordo e via alla solita spiaggia dove abbiamo sostato nuovamente, e poi con calma di ritorno a Railay ovest, dove abbiamo riconsegnato la canoa.
Sosta per bere un caffè ed attendere che termini la solita pioggia giornaliera, e poi con la solita barca (70tb a testa) di ritorno direttamente all’hotel.
Lì bagno, e pranzo in piscina, riposo all’ombra, ci siamo cotti in canoa, e poi in internet dove ci siamo beccati on-line con Paola.
A cena al ristorante italiano, dove ci mettiamo una croce, troppo lunghi e troppo cari 1000tb, poi dolcetti al supermarket ed alle ventidue in hotel.

Venerdì 06 – 01 – 06
Oggi festa della Befana ci siamo svegliati sul tardi ed a piedi siamo andati ad Ao-Nang, ed abbiamo preso la barca per Railay ovest.
Arrivati ci siamo sistemati nella parte a nord di questa lunga spiaggia, circa 500mt, lì in acqua c’è il reef abbastanza vicino, e con la bassa marea l’acqua è molto bassa e si rischia di toccare i coralli, che anche se pochi qui ci sono.
Poi io e Stefi siamo andati a piedi attraversando gli scogli alla spiaggia d’Ao Ton Sai, che è di sabbia bianchissima e dove ci sono delle pareti strapiombanti dove si può arrampicare, ma molto dure, infatti, era pieno di climber e le vie sono dai monotiri a vie di più tiri sempre molto impegnative.
Poi di ritorno e rosolata al sole fino al primo pomeriggio, e successivamente ritorno in barca ad Ao Nang a bere un buon caffè e dopo in hotel al computer ad inviare gli auguri a tutte le donne della compagnia. Alla sera a cena in un ristorante Thai che per la gioia della Stefi abbiamo mangiato i desiderati spiedini di carne (500tb) poi giro a piedi fino in fondo alla via interna del paese, che dove termina si trova il Mc Donald.
Di ritorno sosta a bere un drink in un baretto (300tb) e di ritorno in hotel prenotazione per domani per andare a Phi Phi island (1400tb a persona)
Sabato 07 – 01 – 06
Stamattina sveglia alle sette per andare a Phi Phi island, sono venuti a prenderci alle nove e dopo il solito smistamento all’agenzia, siamo saliti su di un motoscafo d’altura con sotto due motori da duecento cavalli l’uno.
È partito a tutta manetta verso il largo, ed abbiamo fatto la prima sosta a Bamboo island, dove c’è una spiaggia corallina bianchissima ed una barriera corallina favolosa, molto simile a quella del mar Rosso, con una moltitudine di pesci colorati, che ti mordicchiano i polpacci mentre nuoti, ed un’infinità di anemoni e coralli e si trovano in acqua molto bassa, che crea dei problemi nel nuotare.
Poi via sempre a tutta birra verso Phi Phi Don con sosta a fare snorcheling a Hing Klarng un affioramento del reef tra Bamboo island e Phi Phi Don.
Un altro posto magnifico con l’acqua più profonda.
Poi terza sosta a Monkey bay sull’isola di Phi Phi Don dove la barca si è fermata al largo e con una nuotata siamo andati a riva dove c’erano delle scimmie addomesticate sugli alberi per attirare i turisti. Poi giro dell’isola e sosta a Ton Sai bay
La baia centrale dell’isola dove c’è il centro turistico di tutto l’arcipelago, qui sosta per il pranzo, e poi giro del paesino tra i negozi.
Questa località si trova su di un istmo di terra che unisce due baie dell’isola, che per questo ha una forma ad otto, tra le due spiagge non c’è più di un chilometro, qui quando è venuto il tsunami ha spazzato via tutto ed in paese c’erano quattro metri d’acqua.
Ora hanno ricostruito quasi tutto ma si notano ancora i segni del disastro nelle barriere coralline piene di coralli morti adagiati sul fondo, e nei paesi gli alberi più grossi avvolti da sciarpe buddiste per il ringraziamento per la salvezza di alcune persone che vi ci sono aggrappate.
Poi all’improvviso è arrivato un forte temporale, così sotto un’acqua a dirotto siamo tornati alla barca che altrimenti ci lasciava sull’isola.
Siamo partiti verso Phi Phi Leh la seconda isola per grandezza dell’arcipelago, ed abbiamo fatto la prima sosta a Viking Cave una grotta sul mare dove arrampicandosi con delle scale di bamboo, rischiando la vita, raccolgono i nidi di rondine una prelibatezza culinaria cinese.
La successiva sosta l’abbiamo fatta nella laguna interna di hong Leh dove ci sono pareti verticali altissime tutte ricoperte di vegetazione che cadono in una laguna d’acqua turchese.
Poi ci siamo diretti, sotto una pioggia incessante, verso Maya bay dove abbiamo sostato per fare un bagno, questa è la località dove hanno girato il film “the beach” un posto paradisiaco, con una lunga spiaggia di sabbia bianchissima con un’acqua trasparente color turchese.
Poi finalmente è uscito il sole ed ha smesso di piovere, così ne abbiamo approfittato per andare a fare un giro verso l’interno dell’isola, siamo sempre su Phi Phi Lhe, dove hanno ambientato il villaggio, una foresta tropicale con una miriade di fiori ed un sentiero che ti porta dalla parte opposta dell’isola dove c’è una laguna interna nascosta tra la vegetazione.
Poi di ritorno ad Ao Nang con il mare un po’ mosso, e siccome la “manetta” è sempre al massimo si saltava alquanto.
Di ritorno in hotel siamo andati in internet a vedere le foto della “vecia” che hanno bruciato a poiano, che ci ha inviato Marco.
A cena in un ristorante thai (600tb) e poi siccome non avevano la banana fritta siamo andati in un altro ristorante a mangiare il dolce che cercavamo.

Domenica 08 – 01 – 06
Stamattina partenza in barca come al solito verso Railay ovest, e poi a piedi fino alla grotta di Phranang Nai
Che si trova appena sopra la spiaggia di Railay est sotto di una falesia. l’entrata costa 10tb l’ingresso si presenta come una fessura alta circa venti metri e larga due, e la grotta è tutta illuminata e attrezzata con una passerella.
All’interno all’inizio è una fessura con varie curve, che crea due ambienti non molto grandi per poi terminare in una grande sala dove ci sono delle scintillanti cascate di quarzo bianco, e innumerevoli stalattiti sempre di quarzo.
Poi siamo andati alla solita spiaggia della principessa, e dove sul sentiero abbiamo incontrato una famiglia di scimmie sistemate su degli alberi.
E dopo esserci cotti a puntino sempre a piedi siamo ritornati a Railay ovest dove abbiamo preso la solita barca, e la solita pioggia, per tornare in hotel.
Poi io e Stefi siamo andati a fare compere, abbiamo preso la scarpe (Puma) per tutti e due e gli incensi. A cena in un ristorante Thai con gelatone finale (800tb).
Lunedì 09 – 01 – 06
Oggi sveglia sul tardi, e poi a piedi fino in fondo alla spiaggia di Nopparathara (la spiaggia davanti all’hotel) dove c’è una bassa marea di circa 200-300 metri, e per nuotare ne devi fare altrettanti a piedi nell’acqua.
Solita cotta al sole per poi verso mezzogiorno di ritorno in hotel, pranzo e tra un temporale e l’altro in piscina, infatti oggi ha piovuto molto.
Ci hanno riconfermato i voli per il rientro in Italia, dobbiamo essere in aeroporto a Bangkok alle 00.40 del 14 gennaio.
A cena in una pizzeria italiana con forno a legna (600tb) poi in hotel con piccola lavata di pioggia e sosta al bar per bere una cosa.
Martedì 10 – 01 – 06
Stamattina ci siamo prenotati per oggi il “giro delle 4 isole” (1200tb per tre persone):siamo partiti alle 10,00 dall’hotel e siamo andati alla solita agenzia la Barracuda Travel dove c’è stato lo smistamento, per poi con una grande longtrail-boat, andare verso Tup Island, che con l’alta marea è tutt’uno con Chicken Island, perché c’è una lingua di sabbia bianchissima che le unisce.
Poi a vedere il Chicken: una formazione rocciosa che ha la forma di un pollo, dopo una sosta in una baia per fare snorkeling dove c’è una discreta barriera corallina e tantissimi pesci multicolori.Poi via verso Poda, la terza isola, ma nell’attraversata è arrivato un temporale, così ci siamo riparati in una baia sabbiosa sempre sull’isola di Poda ma sottovento. Lì c’erano delle grotte dove ci siamo riparati e abbiamo pranzato con il solito riso con condimento piccante. Di seguito siamo andati dalla parte opposta dell’isola sulla spiaggia grande che è bianchissima e con il mare turchese però c’era molto vento ed il mare era mosso. Ultima sosta alla spiaggia della principessa (la quarta isola),comunque molto bella anche perché c’era poca gente ed il luogo sembrava diverso dal solito.
Giorgia ha fatto conquiste:i marinai Sandokan e Nui l’hanno tarmata per tutto il giorno. Poi, nel ritorno sosta a bere un caffè ad Ao Nang e in hotel a preparare i bagagli. A cena volevamo andare nel solito ristorante thai ma era chiuso così abbiamo ripiegato al ristorante di pesce con tavolo all’aperto e abbiamo rischiato di prendere la pioggia. Ma siamo stati fortunati con il tempo ed abbiamo mangiato con la modica cifra di 750 tb, molto probabilmente per un errore di conto. Poi alla ricerca disperata dello shampoo tre-tre che non abbiamo trovato. In alternativa abbiamo preso un balsamo e un bagnoschiuma.
Di ritorno in hotel…caccia allo scarafaggio che abbiamo preso dopo vari tentativi.
Mercoledì 11 – 01 – 06
Stamattina sveglia alle sette e dopo colazione ceek-out all’hotel, e saluti, con Giorgia che ha regalato un braccialetto ad un suo spasimante, sono dieci giorni che la punta.
Poi via in aeroporto con il pulmino dell’hotel (600tb), ceek-in in orario, e poi c’è stato un fuori programma, un turista ubriaco che ha dato in escandescenza, ma l’hanno calmato subito con dei metodi molto convincenti.
Volo in orario, ed all’arrivo a Bangkok, in aeroporto, siamo andati in un’agenzia per la prenotazione alberghiera a gestione statale, ed abbiamo prenotato l’hotel Somerset in Sumkunvit road, si trova appena dietro il Manattan, per 2400tb a notte per una camera.
Poi con un taxi metro (350tb) in hotel, un traffico incredibile ci abbiamo impiegato un’ora. L’hotel è abbastanza bello, però con una camera un po’ piccola, ha anche la piscina coperta e le persone sono molto gentili, per avere la camera fino alla mezzanotte del venerdì vogliono che paghiamo un giorno in più.
Successivamente a pranzo in un ristorante a base di pizza e spiedini (500tb) e poi via al MBK (il centro commerciale economico della città) qui spese folli, abbiamo iniziato Gli acquisti, e dopo circa tre ore di contrattazioni, stremati siamo ritornati in hotel. A cena in un ristorante Thai (800tb) e poi in hotel, dove internet è gratuito, a rispondere agli SMS degli amici che ci ricordano che sono gli ultimi giorni di ferie.
Giovedì 12 – 01 – 06
Oggi giro al Pantipa Plaza, il centro commerciale dell’informatica, che abbiamo raggiunto con la Bts ed un breve tratto a piedi. All’arrivo alle dieci e trenta era ancora tutto chiuso così siamo andati al Pratunam marcket, perché l’altro mercato, il Nailert non esiste più, questo mercato è coperto ed è un dedalo di viette, strette tra mille negozi che vendono di tutto ma soprattutto abbigliamento a prezzi molto bassi ed è molto facile perdere l’orientamento per trovare l’uscita. Dopo aver comprato l’impossibile ed esserci caricati all’inverosimile, con un po’ di fortuna, abbiamo trovato l’uscita, e siamo andati a bere un caffè per riprenderci dalla fatica.
Dopo dentro al Pantipa Plaza, che ora è aperto, un posto incredibile il regno del computer, c’è di tutto e di più a prezzi abbastanza convenienti a patto che uno abbia delle conoscenze nel campo dell’informatica. Noi abbiamo preso un lettore- registratore mp3 da un giga per Giorgia ed una “chiavetta usb” da un giga per me. Tornando per strada abbiamo trovato una bancarella che vendevano dei Levis a 150tb il paio così stracarichi, siamo tornati in hotel a scaricare ed ha riposare.
Dopo altro giro all’MBK dove abbiamo contrattato, e comperato, venti tele di seta ad un prezzo equo, abbiamo trovato le Puma per Giorgia, e per Stefania.
Poi di ritorno in hotel a scaricare nuovamente le compere, ci penseranno dei commercianti, e poi a cena al ristorante tedesco qui vicino all’hotel, e prima di tornare in camera ad acquistare una valigia perché non ci stiamo con la roba.
Venerdì 13 – 01 – 06
Stamattina dopo colazione ci siamo accordati con l’hotel per questa sera e paghiamo 1800tb per la camera fino alle ventitré.
Poi siamo andati a prendere la BTS con un biglietto di validità giornaliera 100tb, e ci siamo diretti al fiume, dove abbiamo acquistato un biglietto giornaliero 100tb per il battello pubblico.
Con questo ci siamo diretti al molo di Ratchawongse, l’ingesso per Chinatown, lì abbiamo preso una via molto trafficata e dopo poche centinaia di metri abbiamo infilato un vicoletto che è tutto un mercato d’ogni genere di mercanzia con una fiumana di persone che spingevano da tutte la parti, un posto molto caotico e molto “profumato”. Dopo varie svolte tra un dedalo di vicoletti sempre molto affollati, con un po’ di fortuna siamo riusciti a tornare al punto di partenza, dove abbiamo ripreso il battello e siamo scesi al molo di Tha Tien dove c’è il palazzo reale, lì siamo andati alla ricerca di un bagno che abbiamo trovato all’interno di un circolo militare, dove ci siamo fermati a mangiare spendendo una miseria. Di ritorno in camera a completare i bagagli, tre valige per un Totale di sessanta chilogrammi. Dopo aver inviato gli ultimi sms via internet, siamo andati a visitare i centri commerciali di lusso, dove nel piano interrato, di uno di questi si trova persino un acquario enorme.
Qui si trovano le grandi firme dell’abbigliamento e persino la concessionaria della Ferrari con tanto d’auto in esposizione, ed i prezzi sono più alti che in Italia.
Poi di ritorno ci siamo fermati a cenare con pizza e spiedini (800tb), e poi in camera a guardare un film aspettando l’ora per andare in aeroporto.
Alle ventitré ceek-out dell’hotel, e con un loro taxi (500tb) in aeroporto.
Sabato 14 – 01 – 06
Appena arrivati abbiamo fatto il ceek-in alle 00.10, ed il volo è pieno, viene da Manila, così abbiamo dei posti centrali.
Poi tassa d’uscita 500tb e poi alla ricerca delle orchidee, che abbiamo trovato a 500tb alla confezione, ma non avendo più bath non le abbiamo comperate.
Qui una stecca di sigarette costa 500tb ed è l’unica cosa veramente conveniente.
Poi dopo vari controlli di sicurezza abbiamo raggiunto il gate, ed il volo è partito in perfetto orario, anzi ci hanno imbarcato in anticipo.
Siamo, anche forse per l’ora tarda, riusciti a dormire fino all’arrivo, che è avvenuto in perfetto orario, mentre il volo da Kuwait city a Roma è in ritardo di un’ora.
Siamo ripartiti alle 09.15 ora locale, ed il volo per Roma è vuoto così, per la gioia delle hostess, ci siamo stesi sui sedili, ed è stato un volo molto comodo e veloce.
Siamo arrivati a Roma alle 13.15, e dopo aver bevuto un buon caffè, abbiamo fatto la carta d’imbarco per il volo per Verona, poi dopo varie telefonate agli amici ed al Gianka che si è offerto di venire a prenderci in aeroporto, siamo ritornati nelle solite sale d’attesa ad aspettare il nostro volo che parte alle 17.30.
Siamo partiti in perfetto orario e dopo cinquanta minuti siamo arrivati a Verona, ed al ritiro bagagli la sorpresa che ci hanno lasciato una valigia a Roma, così trafila per la denuncia.
In aeroporto ad aspettarci c’è Gianka, Monica, Michela e Carlo, e dopo vari saluti ci hanno accompagnato a casa dove abbiamo trovato la sorpresa degli altri mattacchioni: ci hanno sigillato casa con un cartellone spiritoso sulla porta d’ingresso.
Così è terminato il nostro secondo viaggio in Thailandia, dove abbiamo visitato l’estremo nord e l’estremo sud ed è stato molto più interessante del primo, e credo che in futuro ci TORNEREMO.

Sabato 24 –12 – 05
Siamo di nuovo in viaggio, dopo due anni si torna in Thailandia.
Ci siamo svegliati alle cinque, partiamo da Verona, ci ha accompagnato all’aeroporto Monica, il primo volo per Roma è alle sette, ed è in perfetto orario, dopo aver scongelato le ali partenza. Arrivati a Roma hanno aperto il ceek-in alle 10.30 abbiamo fatto le carte d’imbarco per i voli successivi fino a Bangkok.
L’aereo per Kuwait city è partito con mezz’ora di ritardo, ma siamo arrivati in perfetto orario alle 20.30 ora locale (+ 2 ore). Parlando con uno steward ho saputo che in Kuwait non c’è un gran che da vedere ed il mare non è così bello, c’è solo petrolio, e la vita è molto cara, per loro un biglietto come il nostro dall’Italia alla Thailandia gli costa 2500 euro.
All’arrivo il tempo è pessimo piove e non c’è molto caldo, l’atterraggio è stato un po’ turbolento ma al momento di poggiare le ruote si è stabilizzato. All’aeroporto di Kuwait ci sono le salette per fumatori, un locale a vetri di due metri per tre, con le pareti a vetri e ti senti in gabbia, ghettizzato e messo in mostra, come in uno zoo. Ci sono parecchi italiani sul nostro volo per Bangkok, e vanno tutti a Puket, e la maggioranza sono uomini!!
All’imbarco per il volo per Bangkok ho avuto dieci minuti di terrore: al controllo di sicurezza per entrare nel gate, mi hanno individuato la bilancia, così me l’hanno ritirata ed assieme ad essa anche il passaporto, ed un militare della sicurezza ha pensato bene di andarsene con essi, dopo cinque minuti hanno iniziato l’imbarco ed il personaggio non era ancora tornato, così ho chiesto informazioni e mi hanno detto di stare tranquillo. Dopo altri cinque minuti è tornato con il passaporto fotocopiato e la bilancia, ha preteso una firma e si è tenuto il malloppo il bastardo.
Il volo è partito con la solita mezz’ora di ritardo alle 00,20 e i posti assegnatici sono centrali ed il volo è pieno.
Domenica 25 – 12 – 05 NATALE
Buon Natale Thailandia.
Siamo arrivati in perfetto orario (10,45) e siamo abbastanza cotti dai voli, anche se nell’ultimo volo, il più lungo sette ore, siamo riusciti a dormire.
Al controllo d’immigrazione ti scattano la foto digitale del mezzo busto, e le pratiche sono un pò più lunghe. Poi cambio un euro equivale a quarantotto bhat thailandesi (1€ = 48 TB) e dopo via alle partenze dei voli domestici. Il terminal dei voli domestici è abbastanza lontano e ci vogliono circa venti minuti a piedi, percorrendo un lungo tunnel di trecento metri.
Appena arrivati abbiamo fatto il ceek-in per il volo per Chang Mai che parte alle 13,00, poi al gate, dove ci sono anche qui le salette fumatori simili a quelle di Kuwait, e ci siamo stesi a sonnecchiare in attesa dell’imbarco.
Il volo è partito in perfetto orario, e voliamo con un boing 747 della Thai, nuovo di stecca. All’arrivo siamo andati in un’agenzia all’interno dell’aeroporto a cercare un’hotel, abbiamo fermato per due notti al Downtown inn che si trova dietro al mercato notturno, per 1500TB a camera con colazione per notte. Poi all’uscita non c’erano taxi, ci sono solo limousine che Volevano 500TB per portarti in centro, così abbiamo preso un tuk-tuk che con 100TB ci ha portati fino all’hotel.
L’hotel è carino con una camera abbastanza spaziosa, hanno la cassetta di sicurezza gratuita, e c’è internet al costo di un bhat al minuto.
Poi in giro per il night bazar, una via della città dove sono allestite delle bancarelle lungo il marciapiede nel tardo pomeriggio e rimangono fino a sera inoltrata, per poi liberare il tutto per la mattina seguente, e poi via di nuovo alla ricostruzione, il pomeriggio successivo, così tutti i giorni con il sole e con la pioggia: sempre. Qui si possono fare dei buoni affari basta avere la pazienza di contrattare, e visionare tutte le bancarelle. Poi in giro a cercare un’agenzia per organizzarci il treeking, ci siamo accordati alla Panda tour, vicino alla città vecchia, per un treeking sulle colline di due giorni, con pernottamento in un villaggio, ed un tour di una giornata al triangolo d’oro con visita di un villaggio dive ci sono le donne dal collo lungo, per un totale di 8600TB.
Poi a cena in un ristorante di cucina Thai dove abbiamo speso tutti e tre 450TB.
Lunedì 26 – 12 – 05
Stamattina piove, ma comunque fa caldo così decidiamo ugualmente di andare a fare un giro per la città.
Abbiamo iniziato le spese, al mercato, e per negozi, i prezzi sono molto convenienti soprattutto sull’abbigliamento. Di ritorno all’hotel chiedendo se la camera è disponibile per altri giorni, ci viene data risposta negativa così oggi dobbiamo cercarci un altro hotel per quando torniamo dal treeking. Nel primo pomeriggio riposino e dopo via alla ricerca di un‘hotel, troviamo posto al Top Nord hotel per 900TB a camera per giorno, poi proseguiamo con le compere fino a sera, dopo a cena in un ristorante tedesco (750TB) e successivamente in hotel a riposare, domattina si parte per il treeking.
Martedì 26 – 12 – 05
Stamattina sveglia con fatica per il fuso orario alle 8.30, colazione, controllo della posta in internet, dove Gianka ci scrive che ci tiene monitorati con il satellite, e Paola c’invidia il caldo.
L’hotel ci tiene i bagagli in deposito, e ci lascia la cassetta di sicurezza, veniamo a ritirarli quando torniamo domani.
Sono venuti a prenderci con un pik-up alle 9.30, e ci hanno portati in un monastero Buddista, dove ci hanno parcheggiato per mezz’ora, sono tornati con due coppie di ragazzi, una di francesi ed una di coreani.
Poi siamo partiti con il pik-up e con un’ora di viaggio siamo arrivati ad un mercato, dove la nostra guida Jon, un thailandese magrolino che fuma come un turco, ha acquistato da mangiare per il pranzo.
Poi con un’altra ora di una strada molto tortuosa e stretta, con continui saliscendi siamo arrivati ad un fiume, da dove torneremo domani, e dove la strada diviene sterrata ci siamo fermati, da qui si prosegue a piedi. Qui abbiamo pranzato con riso e verdure, e dopo varie sigarette della guida ci siamo incamminati. Dapprima per un sentiero poco ripido in boschi d’alberi di Tek giganteschi, e successivamente seguendo un torrente nel suo letto con continui guadi scivolosi, immersi in una vegetazione lussureggiante fatta di banani selvatici ed alberi giganteschi alti più di cinquanta metri e di un diametro di cinque. Lasciato il torrente, il sentiero sale ripido, e di terra battuta, non oso pensare se piovesse sarebbe un mare di fango, tra boschi d’enormi bamboo. Arrivati sulla sommità della collina avvistiamo la nostra meta un villaggio arroccato sulla cima di una collina, che raggiungiamo con un sentiero semi pianeggiante attraversando campi coltivati a granturco, fino a qui ci abbiamo impiegato circa tre ore, con varie soste dove venivamo assaliti da nugoli di zanzare, e siamo ad una quota approssimativa di circa 2100mt.
Il villaggio è composto da case costruite su di palafitte, per proteggersi dagli eventi atmosferici e dagli animali e sono fatte interamente di bamboo, pareti, pavimento e per la copertura hanno usato le foglie, hanno una terrazza dove è allestito un focolare poggiato su dei mattoni, ed un ambiente coperto dove si mangia in caso di pioggia, ed altri due ambienti uno adibito a cucina ed uno adibito a stanza da letto comune. Il villaggio è costruito su un pendio così le acque di scarico possano scorrere a valle, il tutto a cielo aperto, ed immerso in una piantagione d’aranci ed altri alberi da frutto. Ci arriva anche una strada che permette ad un mezzo fuoristrada di portare loro i rifornimenti, mentre gli abitanti si spostano in motorino. Questo villaggio è abitato da un’etnia birmana fuggita dal suo paese e lo stato thailandese ha permesso loro di insediarsi in questa regione, vivono principalmente d’agricoltura, e di turismo, infatti, la maggioranza delle case sono adibite a lodge per turisti, c’è persino la scuola che però è gestita da volontari e funziona saltuariamente.
Successivamente giro per il villaggio per scattare qualche foto e dopo ad ammirare il tramonto tra le colline, e in un attimo è buio, un buio pesto dove non si vede proprio nulla solo un cielo stellato che ti sembra di toccare con un dito.
Poi cena a base di riso, verdure, pollo, e l’immancabile piccante. Dopo cena sono venute a farci visita delle ragazzine del villaggio vestite con gli abiti tradizionali ed hanno cantato per noi, o per la mancia che si aspettavano? Poi con gran difficoltà per la lingua, si parla solo inglese abbiamo parlato con i nostri compagni di viaggio, la coppia di francesi sono degli studenti universitari, che stanno facendo uno stage di lavoro qua in thailandia e rimangono qui un anno, mentre i due coreani sono due studenti in vacanza. Questi ultimi hanno dato luogo dopo cena, ad un episodio alquanto bizzarro, lei si sentiva un po’ male allo stomaco così lui iniziò ad infilargli un ago sotto le unghie provocandole anche dolore, in questo modo gli è passato con lo stupore nostro e dei francesi che insistevamo per dargli un rimedio farmacologico.
Poi gran partita a “bestia thailandese” dove come pegno eri segnato in viso con la fuliggine, alla fine ero una maschera nera, ho perso spudoratamente.
Mercoledì 28 – 12 – 05
Stamattina sveglia alle otto, io e Giorgia non abbiamo dormito molto bene un po’ per la paura di prenderci le pulci ed un po’ per il letto troppo duro. Dopo colazione verso le nove, salutata la coppia di francesi che proseguono il treeking allungandolo di un giorno, noi con la nostra guida Jon e la coppia di coreani abbiamo iniziato la discesa. Siamo partiti subito di brutto con un sentiero molto ripido e scivoloso nella giungla, giù fino in fondo ad una valle con gli ultimi passaggi alquanto pericolosi, c’erano dei corrimani di sicurezza, fino ad arrivare ad una cascata che formava una pozza dove si poteva fare il bagno. Infatti, sia io sia la guida ed il ragazzo coreano n’abbiamo aproffittato per lavarci anche se l’acqua era alquanto freddina.
Poi sempre giù seguendo il torrente con esili e scivolosi ponticelli di tronchi e guadi alquanto insidiosi, fino ad arrivare ad alcune capanne dove abbiamo fatto una sosta. Dopo breve siamo arrivati alla strada e di lì a poco al campo degli elefanti. Qui giro in groppa ai pachidermi, una cosa da turisti, ci hanno portato su di un sentiero appena sopra la strada con una ripida salita e poi per la gioia della stefy anche una alquanto ripida discesa, con annessa signora a metà percorso che voleva soldi per una banana da dare agli elefanti il giro è durato circa mezz’ora ed è stato più che sufficiente. Poi subito ci hanno fatto indossare i giubbetti salvagente caschetto e via su di un gommone giù per il fiume. Uno spasso tra rapide non molto impegnative percui divertenti con la guida che continuava a gridare “GO GO “ per incitarci a pagaiare, poi fine del divertimento, abbiamo cambiato mezzo e siamo saliti su di una zattera di bamboo dove il fiume scorre placidamente e con il sedere in acqua dolcemente siamo arrivati dove ci aspettava Jon. Lì abbiamo pranzato a base del solito riso, carne, e verdure, e poi in circa un’ora e mezza siamo tornati a Chang Mai. Lì ci hanno accompagnato all’hotel dove abbiamo preso le nostre cose e con un tuk-tuk siamo andati al nuovo hotel.
Una bella camera spaziosa, ed alla televisione si riceve rai international.
Poi giro al mercato a cambiare lo zainetto che avevo acquistato, perché mi si è rotto durante il treeking, ed abbiamo approfittato per continuare con gli acquisti. Poi a cena in un bel ristorante (700TB) dove abbiamo mangiato degli ottimi spiedini di carne però conditi con le zanzare.
Poi in camera a gustarci un po’ di televisione italiana.
Giovedì 29 – 12 – 05
Stamattina sveglia con calma e poi via a piedi alla ricerca dell’ufficio della Thai per riconfermare i voli interni e farci sostituire il volo per Krabi.
Quando siamo arrivati sul posto non c’era così abbiamo chiesto lì in giro e ci hanno affermato che l’hanno spostato, è vicino all’aeroporto.
Siccome qui vicino c’è un tempio il più antico della città, n’abbiamo approfittato per visitarlo, è il Wat Chiang Mau, dove all’interno si trovano due antiche statue del Buddha e risale al 1291 dc.
Poi all’uscita abbiamo preso un taxi che ci ha portato all’ufficio della Thai, l’ abbiamo cambiato il volo per Krabi, prendiamo quello delle 12.30, ed abbiamo riconfermato gli altri voli.
Dopo ci siamo accordati con il tassista per 800TB per portarci al tempio di Doi Suthep , un gruppo di templi su di una collina (1676mt) sovrastato da un’enorme stupa.
Per raggiungerlo ci vogliono circa venti minuti di macchina per una strada grande ma molto tortuosa.
All’arrivo c’è un bel caos, è un luogo molto venerato, e siamo saliti in cima con l’ausilio di una funicolare.
Il posto è magnifico e risale al 1391dc ci sono molti templi dorati, con campane d’ogni dimensione ed anche i monaci che impartiscono benedizioni ai fedeli.
Da qui c’è anche una bella vista sulla città, a patto che la visibilità sia buona, e non è il nostro caso, c’è parecchia foschia.
Poi di ritorno giù con una lunga scalinata di trecento gradini, fino al parcheggio dove Ci sono una marea di bancarelle che vendono cibo e souvenir e dove ci attende il nostro tassista.
Di ritorno all’hotel parlando con il tassista ci ha informati sui costi scolastici qui in Thailandia, la scuola primaria costa circa 2500tb all’anno e l’università circa 10.000tb all’anno, mentre la benzina costa 26tb al litro.
Nel pomeriggio siamo tornati al mercato per proseguire con le compere, la borsa della Stefy, ed altre camicie, magliette ecc. quando fummo carichi abbiamo preso un tuk-tuk (50tb) che ci ha riportato in hotel a scaricare, poi in internet a comunicare con gli amici, e poi di ritorno al mercato con tuk-tuk dove contrattando ho acquistato l’argento.
A cena al solito ristorante tedesco (750tb) e poi di ritorno in hotel con tuk-tuk guidato da “sciumi thai”.
Domani sveglia presto per andare al triangolo d’oro.
Venerdì 30 – 12 – 05
Stamattina sveglia alle sei, poi alle sette e trenta è arrivato il pulmino che ci porterà in gita, assieme a noi ci sono due ragazze australiane.
Siamo partiti verso il nord dapprima per una strada molto grande a due corsie, per poi entrare nella giungla dove è iniziata la nebbia del mattino, un’ambiente tipico della foresta ti sembrava di essere in un film del Vietnam, attraversando radure abitate, valli strettissime, ed una vegetazione lussureggiante.
Siamo passati dalla cittadina di Chiang Dao e dopo circa due ore abbiamo fatto una sosta di cinque minuti in un distributore. Poi via e dopo un’altra ora di viaggio, passando per il villaggio di Fang ci siamo fermati in un villaggio della tribù dei Karen ricostruito ad oc per i turisti, dove c’erano le donne Akka vestite con abiti tradizionali, e le donne giraffa “Long Nec” che a dire il vero fanno un po’ impressione. Dopo un’altra mezz’ora di strada ci siamo fermati ad un soffione boracifero, dove c’era gran puzza di zolfo, e l’acqua era a circa 50°, infatti vendevano dei cestini d’uova di quaglia, con annesso bastoncino per cuocerli bolliti nelle pozze d’acqua bollente.
Poi dopo un’altra mezz’ora di viaggio siamo arrivati a Mae Sai una cittadina di confine con il Myanmar, dove si trova un’enorme mercato dove vendono di tutto soprattutto pietre preziose.
Qui abbiamo pranzato in un ristorante thai, e dopo l’immancabile visita in una fabbrica per la lavorazione delle pietre preziose, con annesso negozio, dove erano esposti dei pezzi molto belli a prezzi convenienti anche se alti per le nostre tasche.
Poi via vero il triangolo d’oro, attraversando campagna dove è evidente la presenza dell’esercito e dove le persone hanno i lineamenti tipici dei birmani e dei laotiani, all’arrivo siamo nel punto dove il fiume Mekong unisce le tre frontiere del Myanmar, Laos e Thailandia formando un triangolo geografico, invece il triangolo d’oro è molto più esteso come territorio e fino a cinque anni era una zona controllata dai trafficanti d’oppio, c’erano piantagioni dappertutto, e nessun controllo da parte d’alcun governo. Dopo i tre stati hanno deciso assieme di bonificare la zona, anche se i rapporti con il Myanmar sono rimasti molto tesi, infatti, la regione non è sempre aperta ai visitatori.
In ogni modo è un posto magico soprattutto il fiume, un grande fiume largo quasi un chilometro e navigabile, arteria principale per il commercio tra molti paesi del sud est asiatico e la Cina. Sull’argine thailandese c’è un Buddha enorme alto più di venti metri che stà a protezione del fiume e che è molto Venerato. Poi giro in long-trail boat sul fiume, uno spasso, quando siamo saliti il pilota si è messo il casco e via era com’essere su di una barca da corsa andava a manetta, sosta su di un’isola del fiume in Laos, con tassa d’ingresso di 10tb dove c’era un mercato per turisti, e persino un’orso a catena per scattare la foto.
Poi di ritorno in “thailandia” e dopo aver toccato la pancia della statua enorme dell’elefante, che porta fortuna, via verso un altro tempio lungo il fiume.
Un tempio molto vecchio un po’ in rovina, dove ci sono delle foto di una specie di pescegatto onnivoro, che vive nel fiume e che raggiunge la lunghezza di quindici metri, sembra un drago, ed è molto ricercato per la sua carne molto saporita.
Poi via di ritorno a Chang Mai quattro ore di strada con un’unica sosta in un negozio dove vendevano anacardi di tutti i tipi, dolci e salati, n’abbiamo preso qualche confezione.
Di ritorno siamo andati a mangiare al ristorante all’angolo vicino all’hotel (250tb) e poi al letto perché è stata una lunga ed intensa giornata.
Sabato 31 – 12 – 05 fine anno
Stamattina sveglia con calma e poi relax nella piscina dell’hotel, poi nel pomeriggio visita alla città vecchia, prima al Wat Prasing che risale al 1345dc e che all’interno c’è una statua del Buddha che proviene dal Sirilanka, e successivamente al complesso di templi Wat Chedi Luang dove c’è un grande stupa che risale al 1400dc, e che porta i segni della guerra tra Thailandia e Birmania del 1770, e qui era custodito il Buddha di smeraldo che ora si trova a Bangkok all’interno del palazzo reale.
Di ritorno nuovo giro al mercato per le ultime spese, compresa una valigia, perché domani si parte per il mare.
Dopo un riposino in camera verso le otto siamo andati a cena in un ristorante scelto da Giorgia, dove abbiamo mangiato pesce molto bene, era tutto agghindato a festa e c’era la musica dal vivo, per fortuna soft, abbiamo speso 1800tb poi a piedi alla festa di piazza, un caos incredibile.
Dal ristorante si vedeva salire in cielo delle luci e siccome salivano lente non riuscivamo a spigarci cosa fossero, quando siamo arrivati abbiamo capito, lanciano delle lanterne, fatte di carta velina, abbastanza grandi, con attaccato sotto un bolo di stoffa e cera a cui si dà fuoco e funziona come un pallone aerostatico. Anche noi abbiamo lanciato la nostra, in mezzo ad altre centinaia.
La festa è simile alle nostre con un palco dove c’è la cantante di grido del momento, una pena, gli stands gastronomici e tutti seduti per terra a mangiare.
Verso le undici la calca si faceva sempre più pressante, così ci siamo Trovati un posticino un po’ defilato dove poter ammirare lo spettacolo pirotecnico.
A mezzanotte hanno esploso i fuochi, che sono stati meravigliosi, e poi con difficoltà abbiamo raggiunto l’hotel, dove abbiamo mandato gli auguri di buon anno a tutti via sms, siamo andati a letto all’una, domani si vola verso il mare.
Domenica 01 – 01 – 06 nuovo anno
Una notte burrascosa, hanno iniziato alle cinque a far squillare il telefono che cercavano la stanza 215, questo per ben due volte e poi alle sei, siccome Stefania si è dimenticata il telefono acceso, sono arrivati gli sms di auguri da Verona.
Poi alle sette sveglia, colazione e bagagli, un saccone e una valigia, e alle 8,15 siamo già in aeroporto.
Ceek-in molto veloce, ci sono molti controlli di sicurezza, e poi volo in orario per Bangkok, dove siamo arrivati alle 11,20. Poi ci siamo un po’ persi per trovare il gate del volo successivo, si deve passare per una porticina poco indicata abbiamo atteso solo mezz’ora, e poi via alle 12,30 verso Krabi.
Siamo arrivati in perfetto orario alle 13,45 e appena sceso dall’aereo ho ricevuto la telefonata da mia madre per gli auguri di buon anno, a Verona c’è la neve e qui 32 gradi, nell’atterraggio secondo mè è arrivato un po’ lungo, perché ha usato tutta la pista ed alla fine ha tirato una grande frenata.
Nell’aeroporto ci siamo fermati una camera per quattro notti all’hotel Srisuksant Resort a Noppharatthara beach, per il costo di 2500tb per notte perché ci ha detto che gli hotel di Ao Nang sono tutti pieni.
Poi a prendere un taxi che vuole 600tb, sono quaranta chilometri fino ad Ao Nang e ci vuole circa trenta minuti.
All’arrivo un caos per strada incredibile, e in hotel la sorpresa, la camera anche se nuova e carina è appena sufficiente per due persone, così dopo varie spiegazioni alla reception e varie telefonate all’agenzia ci siamo accordati per trascorrere una notte qui e le successive al Ao Nang Buri Resort che si trova qui a fianco e che ci ha assicurato avere camere più grandi e dove spendiamo 3300tb per notte.
Poi dopo aver fatto un giro in spiaggia, che non è così bella per fare il bagno anche perché c’è una bassa marea di circa 300mt, abbiamo optato per fare un bagno in piscina. Poi dopo aver riposato siamo andati ad Ao Nang, che dista dieci minuti a piedi da qui.
è un lungomare molto affollato pieno di negozi, agenzie di viaggi, centri massaggi, ristoranti ed hotel, si sviluppa anche su di una strada verso l’interno, e non ci sono “signorine”.
Abbiamo guardato un po’ di prezzi per le varie escursioni alle isole, e immersioni e sono un pò care, ci siamo fermati anche in un’hotel al Ao Nang Princess a chiedere se avevano camere libere e a che prezzo, per una family room vogliono 4800tb a notte.
Poi a cena in un ristorante thai (600tb) e dopo in hotel a mandare messaggi attraverso internet agli amici.
Lunedì 02 – 01 – 06
Stamattina ceek-out all’hotel Srisuksant e trasferimento bagagli all’hotel Ao Nang Buri Resort, e siccome la camera ce la danno per le dieci decidiamo di andare alle spiagge.
Così prendiamo una long trail davanti all’hotel per 60tb a testa che ci porta a Phranang cave beach sul promontorio di Railay, un posto magnifico, una spiaggia tropicale con il mare turchese, e pareti rocciose ricoperte di vegetazione, con dei festoni di concrezioni che scendono verso il mare formando grotte marine e stalattiti di due metri e più di diametro, e lunghe anche più di trenta metri, e dove si può arrampicare, un mare dove è possibile praticare snorcheling, dove ci sono pesci e coralli, e l’acqua molto calda è piena di placton, che ti pizzica la pelle.
Giorgia ed Io siamo andati a fare un giro siamo entrati in una grotta che si è formata dall’erosione del mare dove all’interno ci sono delle stupende concrezioni, e siamo usciti dalla parte opposta, ed a nuoto abbiamo fatto il giro d’alcuni scogli dove abbiamo visto coralli molli e duri, anemoni a circa otto metri di profondità, tornando alla spiaggia.
All’estremità sinistra della spiaggia c’è una grotta dove all’interno c’è un altare votivo dove per ingraziarsi lo spirito della principessa che lo abita i marinai locali portano simboli fallici d’ogni tipo e dimensione.Vicino alla grotta della principessa parte un sentiero vero l’interno che attraversano alcune grotte, e una deviazione per una laguna interna che si trova sopra la falesia, ti porta al lato opposto del promontorio alla spiaggia di Railay East, una spiaggia delimitata sui lati dalle mangrovie, e dove ci siamo fermati a fare uno spuntino in un ristorante.
Poi sempre con un sentiero siamo ritornati sul lato opposto del promontorio alla spiaggia di Railay Ovest, dove abbiamo preso una barca per Ao Nang.
Arrivati siamo andati a berci un’ottimo, ma costoso, caffè in un ristorante italiano, e poi sotto l’acqua, è scoppiato un temporale, siamo tornati all’hotel.
Qui la camera è più spaziosa e carina così abbiamo chiesto alla reception se hanno posto fino all’undici di gennaio, e a che prezzo, così ci siamo accordati per 2700tb per notte con la colazione, e ci siamo prenotati l’escursione per domani all’isola di Hong island per 1050tb a persona.
Poi a cena in un ristorante ad Ao Nang (800tb), e vari accquisti, siamo ritornati in hotel, domani sveglia alle sette.
Martedì 03 – 01 – 06
Stamattina partenza alle otto e trenta per il giro in kayak di Hong island, dapprima ci hanno portato all’ufficio dell’agenzia ad Ao Nang, dove ci hanno smistato per le varie escursioni, e poi ci hanno fatto salire su di una long trail da venti posti.
In circa un’ora di navigazione siamo arrivati all’isola.
Un posto da favola, una baia di sabbia bianchissima con un mare color turchese, e dove nuoti in mezzo ad una moltitudine di pesci colorati, che tu mordicchiano i polpacci, ed una miriade di coralli morti.
Dopo vero le 12,30 pranzo, e mentre si mangiava dall’interno dell’isola è sbucato un Varano, attirato dagli avanzi di cibo che dei ragazzi thailandesi gli avevano lasciato sul limitare della giungla. Un lucertolone di circa due metri e mezzo, che ci osservava con aria sospetta, e che appena cercavi di avvicinarti ti dava delle scodate tremende, che se ti prendevano ti potevano pure rompere una gamba.
Poi dopo pranzo, a base del solito riso e verdure siamo saliti su di un kayak a tre posti, ed abbiamo iniziato il giro dell’isola, costeggiando gli scogli, pieni di conchiglie, e che formavano delle grotte, dove si poteva entrare con il kayak, ed alcune avevano il passaggio d’uscita dalla parte opposta. Poi l’isola forma una laguna interna dove accedi attraverso un stretto passaggio tra alte pareti verticali di roccia ricoperta di vegetazione, all’interno questa è un lago di acqua blu, dove abbiamo fatto il bagno, circondato da pareti verticali con una miriade di stalattiti che formano delle grotte, ed una foresta di mangrovie, che forma un labirinto di canali.
Poi di ritorno alla spiaggia con conclusione del giro dell’isola, e partenza per Pakbia island, un posto sempre stupendo, con una spiaggia bianca un mare cristallino e molti coralli.
Poi altra sosta a Paradise island, dove è stato ricostruito un villaggio indigeno, e dove siamo andati a fare un giro all’interno, seguendo un sentiero, che ti portava ad una spiaggia dalla parte opposta dell’isola, e dove a metà percorso abbiamo incontrato un altro Varano.
Poi di ritorno alla spiaggia, giro con la maschera in mare, dove ci sono dei stupendi coralli multicolore, ed alcune anemoni a circa otto metri di profondità.
Dopo di ritorno ad Ao Nang e circa a metà percorso è arrivato un’acquazzone, così siamo arrivati sotto l’acqua che per fortuna è durata poco, poi di ritorno in hotel bagno in piscina, e alla sera a cena in un ristorante italiano a base di pizza (800tb), e poi di ritorno in internet a messaggiare con i veronesi.
Mercoledì 04 – 01 – 06
Stamattina piove così dormiamo fino alle nove poi colazione ed attesa in camera sul da farsi.
Vero le dieci e trenta smette di piovere così decidiamo di passeggiare fino in fondo alla spiaggia di Nopparat Thara, circa due chilometri, dove c’è il porto da dove partono le barche verso Phi Phi Don island.
All’arrivo la bassa marea forma una lingua di sabbia bianchissima verso due isole, e l’acqua è molto bassa, e si arriva camminando fino ad esse. Ci siamo sdraiati al sole, che si è fatto cocente, sulla lingua di sabbia, e dopo circa un’ora la marea ci ha sommersi, ed ha fatto scomparire la spiaggia, così abbiamo preso su le nostre cose e sotto un sole bollente siamo tornati all’hotel.
Qui pranzo in piscina, e poi mentre Stefania si fa un massaggio, io e Giorgia andiamo ad inviare messaggi, attraverso internet, agli amici.
Alla sera a cena in un ristorante di pesce sul lungomare di Ao Nang (antipasti e secondi per un totale di 1350tb).
Giovedì 05 – 01 – 06
Stamattina sveglia con calma e poi a piedi fino ad Ao Nang, dove abbiamo preso una barca per Railay ovest, lì abbiamo noleggiato una canoa a tre posti (600tb).
Poi via costeggiando attraversando grotte semi sommerse e festoni di stalattiti enormi, e raggiungendo delle isole di fronte alla spiaggia della principessa, che abbiamo circumnavigato.
Poi sosta per riposare alla spiaggia della principessa, e dopo via verso la punta della penisola, però quando abbiamo girato lo scoglio di punta il mare aperto era mosso così siamo tornati sui nostri passi .
Di ritorno ci siamo fermati vicino ad uno scoglio a fare un po’ di snorcheling, vedendo degli stupendi anemoni e dei coralli a circa quattro metri di profondità.
Poi mentre nuotavamo Giorgia ha avvistato un serpente sullo scoglio vicino alla canoa, di colore nero con degli anelli bianchi, (di ritorno in Italia abbiamo saputo essere un serpente Corallo uno dei più velenosi al mondo e molto difficile da vedere) così di tutta fretta siamo saliti a bordo e via alla solita spiaggia dove abbiamo sostato nuovamente, e poi con calma di ritorno a Railay ovest, dove abbiamo riconsegnato la canoa.
Sosta per bere un caffè ed attendere che termini la solita pioggia giornaliera, e poi con la solita barca (70tb a testa) di ritorno direttamente all’hotel.
Lì bagno, e pranzo in piscina, riposo all’ombra, ci siamo cotti in canoa, e poi in internet dove ci siamo beccati on-line con Paola.
A cena al ristorante italiano, dove ci mettiamo una croce, troppo lunghi e troppo cari 1000tb, poi dolcetti al supermarket ed alle ventidue in hotel.
Venerdì 06 – 01 – 06
Oggi festa della Befana ci siamo svegliati sul tardi ed a piedi siamo andati ad Ao-Nang, ed abbiamo preso la barca per Railay ovest.
Arrivati ci siamo sistemati nella parte a nord di questa lunga spiaggia, circa 500mt, lì in acqua c’è il reef abbastanza vicino, e con la bassa marea l’acqua è molto bassa e si rischia di toccare i coralli, che anche se pochi qui ci sono.
Poi io e Stefi siamo andati a piedi attraversando gli scogli alla spiaggia d’Ao Ton Sai, che è di sabbia bianchissima e dove ci sono delle pareti strapiombanti dove si può arrampicare, ma molto dure, infatti, era pieno di climber e le vie sono dai monotiri a vie di più tiri sempre molto impegnative.
Poi di ritorno e rosolata al sole fino al primo pomeriggio, e successivamente ritorno in barca ad Ao Nang a bere un buon caffè e dopo in hotel al computer ad inviare gli auguri a tutte le donne della compagnia. Alla sera a cena in un ristorante Thai che per la gioia della Stefi abbiamo mangiato i desiderati spiedini di carne (500tb) poi giro a piedi fino in fondo alla via interna del paese, che dove termina si trova il Mc Donald.
Di ritorno sosta a bere un drink in un baretto (300tb) e di ritorno in hotel prenotazione per domani per andare a Phi Phi island (1400tb a persona)
Sabato 07 – 01 – 06
Stamattina sveglia alle sette per andare a Phi Phi island, sono venuti a prenderci alle nove e dopo il solito smistamento all’agenzia, siamo saliti su di un motoscafo d’altura con sotto due motori da duecento cavalli l’uno.
È partito a tutta manetta verso il largo, ed abbiamo fatto la prima sosta a Bamboo island, dove c’è una spiaggia corallina bianchissima ed una barriera corallina favolosa, molto simile a quella del mar Rosso, con una moltitudine di pesci colorati, che ti mordicchiano i polpacci mentre nuoti, ed un’infinità di anemoni e coralli e si trovano in acqua molto bassa, che crea dei problemi nel nuotare.
Poi via sempre a tutta birra verso Phi Phi Don con sosta a fare snorcheling a Hing Klarng un affioramento del reef tra Bamboo island e Phi Phi Don.
Un altro posto magnifico con l’acqua più profonda.
Poi terza sosta a Monkey bay sull’isola di Phi Phi Don dove la barca si è fermata al largo e con una nuotata siamo andati a riva dove c’erano delle scimmie addomesticate sugli alberi per attirare i turisti. Poi giro dell’isola e sosta a Ton Sai bay
La baia centrale dell’isola dove c’è il centro turistico di tutto l’arcipelago, qui sosta per il pranzo, e poi giro del paesino tra i negozi.
Questa località si trova su di un istmo di terra che unisce due baie dell’isola, che per questo ha una forma ad otto, tra le due spiagge non c’è più di un chilometro, qui quando è venuto il tsunami ha spazzato via tutto ed in paese c’erano quattro metri d’acqua.
Ora hanno ricostruito quasi tutto ma si notano ancora i segni del disastro nelle barriere coralline piene di coralli morti adagiati sul fondo, e nei paesi gli alberi più grossi avvolti da sciarpe buddiste per il ringraziamento per la salvezza di alcune persone che vi ci sono aggrappate.
Poi all’improvviso è arrivato un forte temporale, così sotto un’acqua a dirotto siamo tornati alla barca che altrimenti ci lasciava sull’isola.
Siamo partiti verso Phi Phi Leh la seconda isola per grandezza dell’arcipelago, ed abbiamo fatto la prima sosta a Viking Cave una grotta sul mare dove arrampicandosi con delle scale di bamboo, rischiando la vita, raccolgono i nidi di rondine una prelibatezza culinaria cinese.
La successiva sosta l’abbiamo fatta nella laguna interna di hong Leh dove ci sono pareti verticali altissime tutte ricoperte di vegetazione che cadono in una laguna d’acqua turchese.
Poi ci siamo diretti, sotto una pioggia incessante, verso Maya bay dove abbiamo sostato per fare un bagno, questa è la località dove hanno girato il film “the beach” un posto paradisiaco, con una lunga spiaggia di sabbia bianchissima con un’acqua trasparente color turchese.
Poi finalmente è uscito il sole ed ha smesso di piovere, così ne abbiamo approfittato per andare a fare un giro verso l’interno dell’isola, siamo sempre su Phi Phi Lhe, dove hanno ambientato il villaggio, una foresta tropicale con una miriade di fiori ed un sentiero che ti porta dalla parte opposta dell’isola dove c’è una laguna interna nascosta tra la vegetazione.
Poi di ritorno ad Ao Nang con il mare un po’ mosso, e siccome la “manetta” è sempre al massimo si saltava alquanto.
Di ritorno in hotel siamo andati in internet a vedere le foto della “vecia” che hanno bruciato a poiano, che ci ha inviato Marco.
A cena in un ristorante thai (600tb) e poi siccome non avevano la banana fritta siamo andati in un altro ristorante a mangiare il dolce che cercavamo.
Domenica 08 – 01 – 06
Stamattina partenza in barca come al solito verso Railay ovest, e poi a piedi fino alla grotta di Phranang Nai
Che si trova appena sopra la spiaggia di Railay est sotto di una falesia. l’entrata costa 10tb l’ingresso si presenta come una fessura alta circa venti metri e larga due, e la grotta è tutta illuminata e attrezzata con una passerella.
All’interno all’inizio è una fessura con varie curve, che crea due ambienti non molto grandi per poi terminare in una grande sala dove ci sono delle scintillanti cascate di quarzo bianco, e innumerevoli stalattiti sempre di quarzo.
Poi siamo andati alla solita spiaggia della principessa, e dove sul sentiero abbiamo incontrato una famiglia di scimmie sistemate su degli alberi.
E dopo esserci cotti a puntino sempre a piedi siamo ritornati a Railay ovest dove abbiamo preso la solita barca, e la solita pioggia, per tornare in hotel.
Poi io e Stefi siamo andati a fare compere, abbiamo preso la scarpe (Puma) per tutti e due e gli incensi. A cena in un ristorante Thai con gelatone finale (800tb).
Lunedì 09 – 01 – 06
Oggi sveglia sul tardi, e poi a piedi fino in fondo alla spiaggia di Nopparathara (la spiaggia davanti all’hotel) dove c’è una bassa marea di circa 200-300 metri, e per nuotare ne devi fare altrettanti a piedi nell’acqua.
Solita cotta al sole per poi verso mezzogiorno di ritorno in hotel, pranzo e tra un temporale e l’altro in piscina, infatti oggi ha piovuto molto.
Ci hanno riconfermato i voli per il rientro in Italia, dobbiamo essere in aeroporto a Bangkok alle 00.40 del 14 gennaio.
A cena in una pizzeria italiana con forno a legna (600tb) poi in hotel con piccola lavata di pioggia e sosta al bar per bere una cosa.
Martedì 10 – 01 – 06
Stamattina ci siamo prenotati per oggi il “giro delle 4 isole” (1200tb per tre persone):siamo partiti alle 10,00 dall’hotel e siamo andati alla solita agenzia la Barracuda Travel dove c’è stato lo smistamento, per poi con una grande longtrail-boat, andare verso Tup Island, che con l’alta marea è tutt’uno con Chicken Island, perché c’è una lingua di sabbia bianchissima che le unisce.
Poi a vedere il Chicken: una formazione rocciosa che ha la forma di un pollo, dopo una sosta in una baia per fare snorkeling dove c’è una discreta barriera corallina e tantissimi pesci multicolori.Poi via verso Poda, la terza isola, ma nell’attraversata è arrivato un temporale, così ci siamo riparati in una baia sabbiosa sempre sull’isola di Poda ma sottovento. Lì c’erano delle grotte dove ci siamo riparati e abbiamo pranzato con il solito riso con condimento piccante. Di seguito siamo andati dalla parte opposta dell’isola sulla spiaggia grande che è bianchissima e con il mare turchese però c’era molto vento ed il mare era mosso. Ultima sosta alla spiaggia della principessa (la quarta isola),comunque molto bella anche perché c’era poca gente ed il luogo sembrava diverso dal solito.
Giorgia ha fatto conquiste:i marinai Sandokan e Nui l’hanno tarmata per tutto il giorno. Poi, nel ritorno sosta a bere un caffè ad Ao Nang e in hotel a preparare i bagagli. A cena volevamo andare nel solito ristorante thai ma era chiuso così abbiamo ripiegato al ristorante di pesce con tavolo all’aperto e abbiamo rischiato di prendere la pioggia. Ma siamo stati fortunati con il tempo ed abbiamo mangiato con la modica cifra di 750 tb, molto probabilmente per un errore di conto. Poi alla ricerca disperata dello shampoo tre-tre che non abbiamo trovato. In alternativa abbiamo preso un balsamo e un bagnoschiuma.
Di ritorno in hotel…caccia allo scarafaggio che abbiamo preso dopo vari tentativi.
Mercoledì 11 – 01 – 06
Stamattina sveglia alle sette e dopo colazione ceek-out all’hotel, e saluti, con Giorgia che ha regalato un braccialetto ad un suo spasimante, sono dieci giorni che la punta.
Poi via in aeroporto con il pulmino dell’hotel (600tb), ceek-in in orario, e poi c’è stato un fuori programma, un turista ubriaco che ha dato in escandescenza, ma l’hanno calmato subito con dei metodi molto convincenti.
Volo in orario, ed all’arrivo a Bangkok, in aeroporto, siamo andati in un’agenzia per la prenotazione alberghiera a gestione statale, ed abbiamo prenotato l’hotel Somerset in Sumkunvit road, si trova appena dietro il Manattan, per 2400tb a notte per una camera.
Poi con un taxi metro (350tb) in hotel, un traffico incredibile ci abbiamo impiegato un’ora. L’hotel è abbastanza bello, però con una camera un po’ piccola, ha anche la piscina coperta e le persone sono molto gentili, per avere la camera fino alla mezzanotte del venerdì vogliono che paghiamo un giorno in più.
Successivamente a pranzo in un ristorante a base di pizza e spiedini (500tb) e poi via al MBK (il centro commerciale economico della città) qui spese folli, abbiamo iniziato Gli acquisti, e dopo circa tre ore di contrattazioni, stremati siamo ritornati in hotel. A cena in un ristorante Thai (800tb) e poi in hotel, dove internet è gratuito, a rispondere agli SMS degli amici che ci ricordano che sono gli ultimi giorni di ferie.
Giovedì 12 – 01 – 06
Oggi giro al Pantipa Plaza, il centro commerciale dell’informatica, che abbiamo raggiunto con la Bts ed un breve tratto a piedi. All’arrivo alle dieci e trenta era ancora tutto chiuso così siamo andati al Pratunam marcket, perché l’altro mercato, il Nailert non esiste più, questo mercato è coperto ed è un dedalo di viette, strette tra mille negozi che vendono di tutto ma soprattutto abbigliamento a prezzi molto bassi ed è molto facile perdere l’orientamento per trovare l’uscita. Dopo aver comprato l’impossibile ed esserci caricati all’inverosimile, con un po’ di fortuna, abbiamo trovato l’uscita, e siamo andati a bere un caffè per riprenderci dalla fatica.
Dopo dentro al Pantipa Plaza, che ora è aperto, un posto incredibile il regno del computer, c’è di tutto e di più a prezzi abbastanza convenienti a patto che uno abbia delle conoscenze nel campo dell’informatica. Noi abbiamo preso un lettore- registratore mp3 da un giga per Giorgia ed una “chiavetta usb” da un giga per me. Tornando per strada abbiamo trovato una bancarella che vendevano dei Levis a 150tb il paio così stracarichi, siamo tornati in hotel a scaricare ed ha riposare.
Dopo altro giro all’MBK dove abbiamo contrattato, e comperato, venti tele di seta ad un prezzo equo, abbiamo trovato le Puma per Giorgia, e per Stefania.
Poi di ritorno in hotel a scaricare nuovamente le compere, ci penseranno dei commercianti, e poi a cena al ristorante tedesco qui vicino all’hotel, e prima di tornare in camera ad acquistare una valigia perché non ci stiamo con la roba.
Venerdì 13 – 01 – 06
Stamattina dopo colazione ci siamo accordati con l’hotel per questa sera e paghiamo 1800tb per la camera fino alle ventitré.
Poi siamo andati a prendere la BTS con un biglietto di validità giornaliera 100tb, e ci siamo diretti al fiume, dove abbiamo acquistato un biglietto giornaliero 100tb per il battello pubblico.
Con questo ci siamo diretti al molo di Ratchawongse, l’ingesso per Chinatown, lì abbiamo preso una via molto trafficata e dopo poche centinaia di metri abbiamo infilato un vicoletto che è tutto un mercato d’ogni genere di mercanzia con una fiumana di persone che spingevano da tutte la parti, un posto molto caotico e molto “profumato”. Dopo varie svolte tra un dedalo di vicoletti sempre molto affollati, con un po’ di fortuna siamo riusciti a tornare al punto di partenza, dove abbiamo ripreso il battello e siamo scesi al molo di Tha Tien dove c’è il palazzo reale, lì siamo andati alla ricerca di un bagno che abbiamo trovato all’interno di un circolo militare, dove ci siamo fermati a mangiare spendendo una miseria. Di ritorno in camera a completare i bagagli, tre valige per un Totale di sessanta chilogrammi. Dopo aver inviato gli ultimi sms via internet, siamo andati a visitare i centri commerciali di lusso, dove nel piano interrato, di uno di questi si trova persino un acquario enorme.
Qui si trovano le grandi firme dell’abbigliamento e persino la concessionaria della Ferrari con tanto d’auto in esposizione, ed i prezzi sono più alti che in Italia.
Poi di ritorno ci siamo fermati a cenare con pizza e spiedini (800tb), e poi in camera a guardare un film aspettando l’ora per andare in aeroporto.
Alle ventitré ceek-out dell’hotel, e con un loro taxi (500tb) in aeroporto.
Sabato 14 – 01 – 06
Appena arrivati abbiamo fatto il ceek-in alle 00.10, ed il volo è pieno, viene da Manila, così abbiamo dei posti centrali.
Poi tassa d’uscita 500tb e poi alla ricerca delle orchidee, che abbiamo trovato a 500tb alla confezione, ma non avendo più bath non le abbiamo comperate.
Qui una stecca di sigarette costa 500tb ed è l’unica cosa veramente conveniente.
Poi dopo vari controlli di sicurezza abbiamo raggiunto il gate, ed il volo è partito in perfetto orario, anzi ci hanno imbarcato in anticipo.
Siamo, anche forse per l’ora tarda, riusciti a dormire fino all’arrivo, che è avvenuto in perfetto orario, mentre il volo da Kuwait city a Roma è in ritardo di un’ora.
Siamo ripartiti alle 09.15 ora locale, ed il volo per Roma è vuoto così, per la gioia delle hostess, ci siamo stesi sui sedili, ed è stato un volo molto comodo e veloce.
Siamo arrivati a Roma alle 13.15, e dopo aver bevuto un buon caffè, abbiamo fatto la carta d’imbarco per il volo per Verona, poi dopo varie telefonate agli amici ed al Gianka che si è offerto di venire a prenderci in aeroporto, siamo ritornati nelle solite sale d’attesa ad aspettare il nostro volo che parte alle 17.30.
Siamo partiti in perfetto orario e dopo cinquanta minuti siamo arrivati a Verona, ed al ritiro bagagli la sorpresa che ci hanno lasciato una valigia a Roma, così trafila per la denuncia.
In aeroporto ad aspettarci c’è Gianka, Monica, Michela e Carlo, e dopo vari saluti ci hanno accompagnato a casa dove abbiamo trovato la sorpresa degli altri mattacchioni: ci hanno sigillato casa con un cartellone spiritoso sulla porta d’ingresso.
Così è terminato il nostro secondo viaggio in Thailandia, dove abbiamo visitato l’estremo nord e l’estremo sud ed è stato molto più interessante del primo, e credo che in futuro ci TORNEREMO.
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